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Luis Alberto Ciro Immobile Joaquin Correa SevillaGoal

Immobile, Correa e Luis Alberto da ex a San Valentino: sfida al Siviglia

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Sarà un San Valentino diverso questo per i giocatori della Lazio e per i tifosi della compagine capitolina. In quella che è tradizionalmente la giornata degli innamorati, saranno in molti coloro che, per motivi di fede calcistica, per qualche ora tingeranno il proprio cuore di biancoceleste e porgeranno le proprie attenzioni alla squadra per la quale fanno il tifo piuttosto che alla persona che hanno al proprio fianco.

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Tutto questo perchè riparte l’ Europa League e i ragazzi di Simone Inzaghi saranno impegnati in uno dei sedicesimi di finale più attesi e di maggior fascino: quello che li vedrà opposti a quel Siviglia che ha nella seconda competizione continentale più importante per club uno straordinario terreno di caccia, visto che per tre volte, dal 2013 al 2016 ha alzato al cielo il trofeo del vincitore.

Quella dell'Olimpico sarà una partita speciale soprattutto per Luis Alberto, Ciro Immobile e Joaquin Correa: tre stelle biancocelesti che proprio nel giorno di San Valentino vivranno una serata da grandi ex.

Luis Alberto vicino a Siviglia ci è nato e nel Siviglia ha compiuto i suoi primi passi importanti da calciatore. Approdato nel settore giovanile dei Rojiblancos quando era poco più di un bambino nel 2004, dopo aver fatto tutta la trafila nelle squadre minori, nel 2009 ha compiuto il salto nel Siviglia Atlético, la seconda squadra, del club. Qui, dopo un primo anno di apprendistato, nella seconda stagione è esploso definitivamente rivelandosi uno dei migliori talenti della Segunda Division . Alla sua prima esperienza nel calcio professionistico da titolare inamovibile della squadra, ha realizzato qualcosa come 16 reti in 34 presenze. Nel campionato successivo, i goal sono stati 7 in 31 gare ma soprattutto con essi è arrivata la promozione in prima squadra.

Approdato al Siviglia di Manuel Jimenez per imporsi come uno dei giocatori emergenti del gruppo dei Sevillistas , Luis Alberto ha visto in realtà bloccarsi nel momento più importante il suo percorso di crescita. Per lui sono arrivati gli esordi in Liga e in Coppa del Re, in due annate però, ha totalizzato appena 9 presenze complessive tra coppa e campionato, il tutto intervallato da poche panchine e tanta tribuna, ovvero il preludio di un addio. Da lì in poi è iniziato un lungo girovagare che l’ha portato al Barcellona B, poi al Liverpool, al Malaga e al Deportivo La Coruna, prima dell’arrivo alla Lazio nel 2016, dove è esploso definitivamente consacrandosi come uno dei migliori giocatori della Serie A.

Nonostante l’epilogo della sua storia d’amore con il Siviglia non sia stato propriamente quello che in molti si sarebbero aspettati, l’affetto di Luis Alberto per il club andaluso non è mai venuto meno.

Quella è casa mia. Allo stadio ci saranno la mia famiglia, gli amici e tutto questo mi carica. Me lo sentivo che avremmo trovato il Siviglia ”.

Ciro Immobile SevillaGetty

Molto più breve e meno intensa è stata invece la storia d’amore tra Immobile ed il Siviglia. Approdato in Spagna dopo un’annata difficile al Borussia Dortmund , fu scelto da Monchi per raccogliere un’eredità pesante, quella di Carlos Bacca , per lui però le soddisfazioni in biancorosso furono poche.

Eppure il suo esordio fu di quelli promettenti, visto che, subentrato all’80’ a Gameiro, impiegò pochissimi secondi prima di fornire a Konoplyanka l’assist per il momentaneo 4-4 in Supercoppa Europea contro il grande Barcellona di Messi. Sotto 4-1, la compagine allora guidata da Unai Emery riuscì in una clamorosa rimonta, prima di cadere ai supplementari.

L’illusione di quel sogno svanito fu simile a quello del riuscire ad imporsi in Spagna. Da quel momento in poi Immobile totalizzò solo altre 14 presenze complessive, 8 delle quali in campionato, condite da 4 reti, due quelle in Liga, prima di lasciare la squadra dopo sei mesi già a gennaio per fare ritorno al Torino .

Il resto è storia recente. Immobile, che nel giorno della sua presentazione al Siviglia disse “ Spero di trovare qui una famiglia e di restare per diversi anni ”, in realtà ha trovato la sua dimensione ideale alla Lazio, dove in breve tempo si è guadagnato un posto nel ristretto gruppo dei più grandi giocatori biancocelesti di sempre e dove si è consacrato come uno dei bomber più prolifici d’Europa.

Una storia simile a quella di Immobile l'ha vissuta anche Joaquin Correa, ma un po' più lunga. L'argentino arrivò a Siviglia dalla Sampdoria nel 2016, sempre per il volere di Monchi. 13 milioni di euro il prezzo del cartellino del Tucu, che alternò grandi prestazioni a passaggi, come spesso gli è capitato nella sua carriera.

15 goal in tutte le competizioni nei due anni giocati in Spagna, il suo ruolino con la maglia biancorossa. Molte partite giocate subentrando dalla panchina, un po' di turnover che non lo riesce a consacrare come un titolare inamovibile.

Tuttavia Correa è cresciuto tantissimo con il Siviglia. Le prime partite in Champions League (13 in due anni), tanta esperienza e l'abitudine ad un calcio più frenetico di quello italiano. Poi nel 2018 è arrivata la Lazio, con Tare e Lotito che hanno voluto scommettere sul talento del Tucu. Adesso se lo gode Simone Inzaghi.

Quelle di Immobile, Correa e Luis Alberto con il Siviglia sono state quindi tre storie d'amore senza lieto fine e chissà che proprio nel giorno di San Valentino non possa arrivare almeno uno dei tipici dispetti da ex.

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