Leonardo Bonucci allo Zenit San Pietroburgo. Stava per succedere, non è successo. A svelarlo è il capitano del Milan, raccontando l'aneddoto di mercato legato ai tempi in cui faticava ad imporsi con la Juventus.
Intervistato da 'Vanity Fair', il difensore confida: "Il primo anno alla Juve, quando spesso andavo in panchina e non ero contento del rendimento. Stavo per trasferirmi a San Pietroburgo, lì mia moglie mi è stata vicina ed è stata fondamentale".
E a proposito dei bianconeri, riavvolgendo il nastro a Cardiff Bonucci ci tiene a ribadire: "Non c’è niente di vero in tutto quello che è stato scritto riguardo all’intervallo della finale di Champions".
Il mancato approdo dell'Italia ai Mondiali di Russia brucia ancora: "Fino all’ultimo pensavamo di poter raddrizzare la partita. E’ stata una delusione incredibile anche per noi giocatori, ma lo sport a volte riserva pure delusioni".

I problemi di salute del figlio Matteo, hanno tormentato non poco gli ultimi mesi del numero 19 rossonero: "Eravamo tutti insieme, dopo l’Europeo.Ci siamo svegliati la mattina e Matteo si comportava in maniera strana. Allora siamo andati in ospedale e ci siamo usciti dopo 25 giorni".
"Prima di entrare in sala operatoria mi ha guardato e mi ha fatto il verso del leone, è il ricordo più nitido che ho di quei giorni terribili - prosegue Bonucci - Io gli dicevo sempre che era il mio leone. Quindi, nonostante la situazione, ha trovato la forza per farmi un ruggito. Nella sfortuna, abbiamo avuto la fortuna che tutto si sia risolto per il meglio: episodi così ti uniscono ancora di più".
Tornando al calcio, infine, sul da farsi una volta appesi gli scarpini al chiodo le idee sembrano chiare: "Voglio provare a diventare allenatore. Ma prima, a carriera conclusa, voglio farmi qualche bel viaggio con tutta la famiglia. Prima tappa, il Perù".





