Oliver Bierhoff ha segnato un decennio di Serie A: negli anni '90 l'attaccante tedesco aveva sorpreso tutti a Udine, per poi confermarsi al Milan e arrivare a vincere lo Scudetto del 1999.
Sia sulla panchina rossonera che su quella friulana c'era AlbertoZaccheroni, guru di Bierhoff: i due si trovavano e il rapporto funzionava alla grande. Nonostante il rapporto non sia iniziato sotto grandi auspici.
L'ex attaccante tedesco, oggii manager della nazionale, ha raccontato l'aneddoto ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport'.
"Quando ci presentarono non c’era euforia, forse quattro tifosi. Chiedo a Zaccheroni: 'Mister, è contento che sia qui?' e lui mi risponde 'non sei stata la mia prima scelta, però lavoreremo insieme'. Poi mi dice: 'Per te mi hanno cacciato a Venezia'. Io avevo fatto un bellissimo gol con l’Ascoli al suo Venezia e secondo lui era fallo di mano, anche quella sconfitta gli costò il posto".
Alla fine i tre anni a Udine di Bierhoff si sono chiusi con 62 goal in quasi 100 presenze e al Milan l'anno dopo arrivò anche il primo scudetto, vinto da protagonista - così come Euro '96.
"Il gioco di Zaccheroni era ideale per me, andammo al Milan insieme. Quando il Milan voleva acquistarmi io avevo avuto un’offerta dalla Juve. Mi chiamarono per sapere se avevo già firmato, dissi di no e mandarono il loro aereo privato, perché in autostrada da Udine a Milano c’era traffico. Era simbolico per quei tempi. Mi ha colpito che a Milanello sono stato messo subito al tavolo delle bandiere: Costacurta, Albertini, Maldini, Boban e Rossi"



