FLASH #1 - IL SUPERBOWL CHE NON AVREMO MAI
GettyL’idea di rendere la finale di Coppa Italia un vero happening Nazionale dà sempre l’impressione di mancare la fatidica lira per fare il milione. Lo stadio Olimpico ha la statura di Wembley e dello Stade de France, ma nell’immaginario popolare resta pur sempre lo stadio di Lazio e Roma. E soprattutto, l’esecuzione dell’inno di Mameli. Bando ai criticoni: Lodovica Comello è stata impeccabile, in condizioni praticamente proibitive. Il religioso silenzio che accompagna “ The star - spangled banner ” non lo avremo mai, rassegnamoci.
FLASH #2 - UN FENOMENO CHIAMATO DANI ALVES
GettyOk, Wallace era andato a prendere un caffè per i fatti suoi, ma nel momento in cui al 13’ è partito dalla sinistra il cross di Alex Sandro, osservando Dani Alves negli istanti immediatamente precedenti il tiro si sapeva già, con cristallina nitidezza, come sarebbe andata a finire. Della sua attitudine alle finali, del fatto che sia arrivato a costo zero in uno dei più incredibili colpi di mercato degli ultimi anni, si è già detto e ridetto. Vale allora la pena di sottolineare che, come i giocatori degli sport americani, Dani Alves gestisce il suo fisico non più giovanissimo in maniera impeccabile: piccolo cabotaggio nella prima parte di stagione, top della forma quando serve davvero, da marzo in poi. Avere e potersi permettere un giocatore di questo tipo è segno di appartenere all’elite del calcio europeo, e la Juventus ne fa parte.
FLASH #3 - I PORTIERI CHE NON TI ASPETTI

La Coppa Italia è tradizionalmente la valvola di sfogo dei secondi portieri, e bene fanno quegli allenatori che confermano la fiducia al loro "secondo" anche quando magari una semifinale o una finale farebbero venire in mente strane idee sulle gerarchie. Strakhosha ha iniziato la stagione da vice di Marchetti, prendendosi i gradi di titolare prima per i guai fisici del veneto e quindi sul campo con prestazioni di grande qualità. Contro la Juventus ha giocato un primo tempo eroico, tenendo il passivo entro limiti decorosi e dando l'impressione in certi momenti di avere più di due braccia, come la dea Kalì. Neto aveva destato parecchi dubbi nel ritorno della semifinale, con alcune incertezze che stavano rimettendo in corsa il Napoli. Contro la Lazio ha riscattato completamente la sua stagione, realizzando su Immobile una parata fondamentale per il risultato.
FLASH #4 - KEITA, PIANTI E RIMPIANTI

Le sue lacrime a fine partita erano quelle di chi si sentiva pronto per alzare un trofeo e farlo da protagonista. E invece la partita di Keita è stata quella dei rimpianti, soprattutto per quel palo colpito in apertura che avrebbe potuto cambiare verso alla partita. Come successo a Mbappè pochi giorni prima in Champions, anche Keita dopo quel colpo di sfortuna ha cercato di ricucire lo strappo con la buona sorte, senza successo. Rimane la certezza di avere davanti un potenziale fuoriclasse, atteso ora alla conferma pdefinitiva la prossima stagione. Magari con un trofeo, a Roma o altrove, da sollevare davvero.
FLASH #5 - PIU' ALLEGRI DI COSI'...

Contro uno degli allenatori che meglio ha figurato in questa stagione, Simone Inzaghi, non c'è stata partita ed è tutto dire. Massimiliano Allegri in tre anni ha conquistato tre Coppe Italia, due scudetti più uno molto probabile, oltre a due finali di Champions - una da giocare ancora. Il 16 luglio 2014 iniziava la sua avventura tra fischi contestazioni e sputi; adesso, fare meglio di lui (quando se ne andrà) sarà pressochè impossibile.






