Cristian Hidalgo, chi era costui? 36 anni, spagnolo, di professione centrocampista. Una carriera che negli ultimi anni lo ha portato a girovagare per mezzo mondo. Ma che, una vita fa, lo aveva portato a un passo dal sogno di diventare qualcuno nel Barcellona. Assieme a Messi, a Ronaldinho e compagnia cantante.
Hidalgo, che oggi veste la maglia dell'Ordino, ad Andorra, nel 2006 esordisce con la prima squadra del Barça dopo aver giocato nella cantera dei catalani. Una sola partita, più qualche allenamento con i grandi. Ed è questo uno degli argomenti trattati in un'intervista esclusiva rilasciata a Goal.
"Ai giovani venivano trasmessi determinati valori come l'umiltà e il rispetto, ma per il resto non dovevamo preoccuparci di nulla. La squadra aveva così tanti giocatori di personalità come Puyol, Fernando Navarro, Xavi o Iniesta, che sapevamo com'era passare da La Masia alla prima squadra e giocare in mezzo alle stelle mondiali".
Quando si parla di stelle, a quell'epoca a brillare sono due in particolare: Leo Messi e Ronaldinho.
"Tutti nel club sapevano che un giorno sarebbe stato un ottimo giocatore. Ma il migliore di sempre? No. Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Era molto timido, molto introverso, parlava solo quando era necessario. Ma, giocando e segnando, si è sciolto un po' e ha iniziato a scherzare di più. Ronaldinho? Non dimenticherò mai quando entrammo nella sala conferenze del nostro hotel prima di una partita di campionato e tutti si sedettero ai propri posti. Alla fine era rimasta solo una sedia: quella di Ronaldinho. E quando entrò nella stanza, improvvisamente mi puntò il dito contro e mi accusò di essere seduto al suo posto. Io mi alzai intimidito. Alla fine, era solo uno scherzo e tutti iniziarono a ridere. Ci prendeva sempre in giro".
ISLDopo l'illusione Barcellona, la realtà di una carriera da zingaro del calcio. Deportivo La Coruña, Hercules, Elche. E poi Cipro e pure India. Al Chennayin, con Marco Materazzi allenatore.
"Un pazzo, ma assolutamente divertente. La sera ci sedevamo spesso con lui e Alessandro Nesta. A volte ho pensato tra me e me: ora sei seduto a un tavolo da pranzo con due campioni del mondo italiani che scherzano continuamente. Era un po' strano. Quel campionato era molto popolare tra le ex stelle europee. C'erano anche Robert Pires, Nicolas Anelka, Alessandro del Piero, Joan Capdevila e altri".

