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Nasser Al-Khelaifi PSG 072016Getty

Goal Economy - Neymar-PSG, si può: anche senza aggirare il Fair Play Finanziario...

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Bellinazzo

Lo storico passaggio di Neymar dal Barcellona al PSG qatariota sembra imminente. L’emiro Al Thani, scottato dall’eliminazione nella scorsa Champions ma soprattutto indispettito dallo sgarbo dei Blaugrana, che per motivazioni politiche legate alla sua presunta vicinanza al radicalismo islamico di Doha hanno sciolto il legame con lo sponsor Qatar Airways preferendo i giapponesi di Rakuten, è disposto a tutto per concludere l’affare.

La battaglia politico-finanziaria intorno a questa operazione che complessivamente supera il miliardo di euro si è così infiammata. Pochi giorni fa i giornali spagnoli hanno rilanciato l’indiscrezione secondo cui la dirigenza catalana sarebbe pronta a denunciare alla Uefa il Psg, perché con il pagamento dei 222 milioni di euro fissati dalla clausola rescissoria di Neymar violerebbe i parametri del far play finanziario.

Secondo altri media però il versamento della clausola sarebbe effettuato dallo stesso fuoriclasse brasiliano attraverso un escamotage. In pratica il Qatar Sports Investment, braccio finanziario di Doha e dell’emiro Al Thani, siglerebbe con Neymar un contratto da 300 milioni di euro come testimonial dei Mondiali in programma nel 2022. Somma con cui il brasiliano si svincolerebbe dal Barcellona per poi approdare al PSG di fatto 'a parametro zero'.

Tuttavia è poco credibile che la UEFA resti 'affascinata' da questa operazione in palese aggiramento del fair play finanziario senza reagire. Crollerebbe l’intera impalcatura del sistema di governance del calcio europeo. Per cui sarebbe inevitabile una dura reazione nei confronti del PSG.

Ma il PSG qatariota poi ha davvero bisogno di dribblare il fair play finanziario? A guardare i conti probabilmente no. Alla luce delle norme attuali il Psg ha margini di manovra per restare nel recinto della 'legalità' UEFA anche senza percorrere strade alternative. L’ingaggio di Neymar il Psg costerà  i 222 milioni della clausola rescissoria, uno stipendio quinquennale da 30 milioni netti a stagione e 40 milioni di bonus commissione al padre-procuratore, Neymar senior (a sua volta desideroso di allontanarsi dall’invasivo fisco spagnolo).


Alla luce delle norme attuali il Psg ha margini di manovra per restare nel recinto della 'legalità' UEFA anche senza percorrere strade alternative


Questi esborsi sono dunque compatibili con i bilanci del Psg? Al 30 giugno 2016 il club qatariota ha visto crescere ulteriormente il fatturato a 542 milioni. A spingere il giro d’affari sono soprattutto le ricche sponsorizzazioni 'interne', come quelle da 150 milioni annui dell’Ente del turismo del Qatar. Ma l’impatto di questi contratti è stato ormai 'sterilizzato' dalla UEFA con l’accordo transattivo di tre anni fa. Non è nota l’entità precisa degli introiti assicurati dalle aziende qatariote (il PSG, infatti, non pubblica il bilancio integrale ma trasmette una serie di dati contabili alla Lega francese che poi li rende noti con un report generale ogni anno).

La UEFA ha stabilito comunque che questi contratti sono ammissibili, anche se vanno sterilizzati tra il 30 e il 50% secondo i parametri del fair value. Gli importi così sterilizzati, più gli altri accordi di sponsorizzazione, hanno portato nelle casse del PSG 374 milioni, cui si aggiungono 43 milioni di botteghino e 123 milioni di diritti tv nazionali e introiti Champions.

Nasser Al-Khelaifi PSG 072016Getty

Il costo del lavoro in ingaggi invece è pari a 292 milioni, cui vanno aggiunti ammortamenti per 105 milioni. Il fair play finanziario impone che i salari non assorbano oltre il 70% dei ricavi. E nel 2016 il PSG si è attestato al 54%. I 60 milioni lordi di Neymar porterebbero questa percentuale, a fatturato invariato nel 2018, al 65%. Il vero problema riguarderebbe piuttosto la tenuta generale dei conti. Il PSG ha chiuso il bilancio 2016 con 10 milioni di utile. Inserire Neymar in organico aumenterebbe i costi annuali della rosa di circa 100 milioni (i 60 dell’ingaggio più 44 milioni di ammortamento).


 Il vero problema riguarderebbe piuttosto la tenuta generale dei conti. Il PSG ha chiuso il bilancio 2016 con 10 milioni di utile. Inserire Neymar aumenterebbe i costi annuali della rosa di circa 100 milioni


Da questo punto di vista però il club parigino-qatariota avrebbe la possibilità di agire sulla doppia leva dei ricavi (ed è facile immaginare un’impennata del merchandising) e su quella delle uscite (rivedendo le politiche salariali). In ogni caso, avrebbe tre bilanci su cui effettuare gli aggiustamenti. Quindi il fair play finanziario non appare così ostativo. E l’affaire Neymar potrebbe scrivere un nuovo capitolo della moderna Sport Industry.

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