La gara di ritorno si presenta come una pura e semplice formalità dopo il 3-0 dell'andata, ma Gennaro Gattuso è intenzionato a trattarla come tutte le altre: l'allenatore del Milan vuole vincere e convincere anche domani sera, contro il Ludogorets. E non fa nulla per nasconderlo.
"La preoccupazione più grande è di sottovalutarla - le parole del tecnico rossonero nella conferenza stampa della vigilia - il mio lavoro sta nel far capire ai ragazzi che non sarà facile, hanno più di un giocatore veloce. Non dobbiamo scherzare con il fuoco, ci possono mettere in difficoltà".
Gattuso non manderà in campo i giocatori della Primavera: "Oggi ho letto di Forte e Dias, non è vero. Non saranno nemmeno convocati. Dobbiamo rispettare il Ludogorets e mettere ragazzi di esperienza, senza nulla togliere ai giovani".
Arrivare sino in fondo è un pensiero ancora lontano: "In questo momento dobbiamo pensare a domani. In Europa c'è la componente dei sorteggi, dobbiamo essere più fortunati nel prendere squadre meno forti o meno in forma. Siamo troppo lontani per pensare al posto Champions che si conquisterebbe vincendo la coppa".
La situazione societaria non preoccupa affatto Gattuso: "Lo stipendio arriva in anticipo. A livello organizzativo il Milan è una macchina perfetta, quando parlo con Fassone e Mirabelli, grazie a Dio, mi dicono che i soldi ci sono. Si tocca con mano tutto quello che dico. Noi dobbiamo solo pensare a fare il nostro lavoro".
E Ringhio sbotta alla domanda sulla possibile influenza negativa sui calciatori: "Come si fa a parlare di queste cose? Son due i parametri importanti per un calciatore, se a livello societario non arrivano gli stipendi e se c'è disorganizzazione. Qua non c'è nulla di tutto questo. La società è sana, qualsiasi richiesta ci viene messa a disposizione. Non vedo perchè si debba parlare di problemi che non esistono".
Esiste invece un problema André Silva, anche se Gattuso è fiducioso: "Sulla voglia che sta mettendo ci siamo, è cambiato tantissimo in questi mesi. Ora deve trovare il gol per sbloccarsi. Penso di essere entrato nella sua testa e di interagirci molto meglio. E' un giocatore forte e siamo contenti di lui. Domani gioca per 90 minuti e deve dimostrare quello che sa fare".
Chiusura sul rinnovo, al quale Gattuso non pensa minimamente: "Non mi permetterei mai di andare a parlare di rinnovo. E' vero che sono l'allenatore meno pagato di tutta la Serie A, ma sia io che il mio staff abbiamo un contratto per il prossimo anno. Avrebbero potuto scegliere allenatori con molta più esperienza e importanza di me, visto che avevano le possibilità economiche".



