Secondo tanti, tantissimi, tifosi dell'Inter, il nome che comincia con G e finisce con Ini, sarà per sempre uno dei peggiori allenatori nella storia nerazzurra. Arrivato nel marasma del dopo Triplete, dopo che anche Benitez non era riuscito a convincere piazza e società, Gian Piero Gasperini venne esonerato dal club di Moratti dopo un avvio shock.
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GettyGasperini ora si sta prendendo le sue rivincite con l'Atalanta, dopo aver guidato in maniera sontuosa il Genoa: nel prossimo match di campionato scontro diretto proprio nella sua vecchia San Siro, per continuare a coltivare la speranza di vedere l'altra nerazzurra, la sua, in Europa League. E la Champions? Niente da fare.
Intervistato da 'Sky', Gasperini non apre minimamente alle speranze Champions per la sua Atalanta, evidenziando come sia per la sua squadra che per le altre inseguitrici la corsa ai primi tre posti sia già terminata: "Credo che il primo, secondo e terzo posto siano fuori dagli obiettivi di tutte le squadre che inseguono, la lotta è solo per l'Europa League". Con tanti saluti a Lazio, Milan, Inter e la stessa Dea.
Dopo aver battuto il Napoli al San Paolo, la gara del Meazza dirà molto sul proseguo di campionato dell'Atalanta europea, nonostante manchino ancora due mesi e mezzo alla fine del torneo: "Sarà una partita difficile, importante ma non determinante perché mancano tante giornate. Non è una partita contro l'Inter, ma una gara a favore dell'Atalanta per cercare di coronare una stagione straordinaria".
52 i punti fin qui ottenuti dalla squadra di Gasperini, mentre quella di Pioli, e ancor prima di De Boer, è riuscita a metterne da parte 51: una media grandiosa, ma non abbastanza per essere, ora come ora, tra le prime tre. Nonostante le parole del mister atalantino, però, la lotta al terzo posto non è certo chiusa, seppur difficile per le quattro inseguitrici.
"Per come è andato il campionato, per i risultati fatti dall'Atalanta, forse potevamo avere qualche punto in più" ha poi aggiunto Gasperini, che non vuole accontentarsi. Le fase del 'non siamo ancora salvi' e 'le altre squadre sono più attrezzate di noi' è stata superata da un pezzo. Ora c'è quella della consapevolezza e dei sogni: si parte da San Siro.






