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Mario Balotelli, press conference, Italy, 03062018Getty Images

Balotelli e lo ius soli: "18 anni da non italiano"

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Presente a Torino alla presentazione del libro 'Demoni' di Alessandro Alciato, il centravanti dell'Italia e del Nizza Mario Balotelli , intervenuto ai microfoni di 'Sky Sport', ha parlato con sarcasmo del suo futuro e del problema della cittadinanza degli emigrati in Italia.

"Dove andrò a giocare? Chiedetelo all’avvocato Rigo (collaboratore di Raiola, presente in sala, ndr). - ha detto - Anzi, a lui ho detto 'Salvini lo sa dove io vado a giocare (ride, ndr)'". Evidente la frecciata e la risposta al vicepremier, che precedentementeaveva espresso perplessità sulla possibilità che Balotelli diventi capitano della Nazionale.

Parlando poi seriamente, Balotelli ha spiegato: "Davvero non so dove andrò a giocare, se in Italia o all’estero . Se Torino mi piace? Sì, è una bella città ”. Secondo 'Sky Sport', al momento in pole position per l'attaccante c'è l' Olympique Marsiglia, mentre in Italia solo Atalanta e Genoa si sarebbero mosse concretamente ma non sono in grado di garantirgli l'ingaggio da 4 milioni e mezzo di euro a stagione.

In ogni caso Balotelli non potrà lasciare il Nizza a costo zero: all'interno del contratto di Balotelli con il Nizza è presente infatti una clausola che, in caso di cessione del calciatore, permetterebbe al club francese di guadagnare almeno 10 milioni di euro, recuperando l'ingaggio lordo del numero 9 della Nazionale azzurra.

A Torino l'attaccante azzurro ha voluto anche parlare dei problemi relativi alla cittadinanza degli emigrati in Italia: "Non poter indossare la maglia della Nazionale azzurra prima dei 18 anni è stato durissimo per me. - ha raccontato Balotelli -  E in questo senso vorrei fare un piccolo appello. Io sono nato in Italia, ho vissuto in Italia, avevo studiato in Italia e il fatto di non esser considerato italiano fino a 18 anni ha rappresentato la parte peggiore della mia vita . E in questo senso la legge italiana dovrebbe fare qualcosa".

Poche ore dopo non si è fatta attendere sui social la risposta di Salvini: "Caro Mario, lo “ius soli” non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone".

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