Era quello che non segnava mai. In Italia, almeno. Perchè Edin Dzeko a Wolfsburg e Manchester City era stato idolo incontrastato della folla, implacabile lungagnone bosniaco da ogni posizione. Poi Roma, i dieci goal in trentanove presenze al primo anno, la possibile cessione. Ed ora, due anni dopo, la magica notte dell'Olimpico.
C'è Manolas, c'è De Rossi, ma c'è sopratutto Dzeko nella qualificazione della Roma alle semifinali di Champions League ai danni del Barcellona. Ha messo i panni del gladiatore, del capo popolo, del capitano. Insomma, del trascinatore. Un goal, un penalty procurato, una gara da dieci e lode.
Il sesto goal in questa Champions League è quello che apre le porte al sogno: il ventesimo stagionale conquistato con forza. Con la forza dei sogni. Il primo tempo finisce 1-0 grazie alla sua rete, ma limitarne la prestazione all'aver depositato in pallone oltre la linea è altamente riduttivo.
Sì perchè Dzeko - immediatamente pronto a recuperare il pallone dopo il goal segnato - si è poi procurato il calcio di rigore che ha portato la Roma sul 2-0. Ha sgomitato con Pique finchè il centrale catalano non l'ha messo giù, baciando De Rossi e consegnandoli la sfera della speranza. Che quasi non è scoppiata dal boato dell'Olimpico.
A conti fatti Dzeko è stato il giocatore che più volte ha duellato con gli avversari (in tredici occasioni), vincendo tutti i contrasti aerei. Detto della critiche del 2016, non vanno dimenticate anche quelle di pochi mesi fa, quando dopo un grande avvio, sembrava tornato nella spirale negativa già vista in quel di Roma. C'è un rapporto di amore e odio alterno, che potrebbe essersi risolto per sempre: una serata così varrà come bonus futuro.
"Potevamo fare anche più goal al Barcellona, abbiamo dimostrato che possiamo affrontare tutti" ha poi dichiarato Dzeko dopo il 3-0 ai blaugrana. "Non li avevo mai visti così in difficoltà. Noi ci credevamo, e dire che davano il 5% di possibilità...".
A questo punto può succedere veramente di tutto ed accontentarsi sarebbe assurdo: "Speriamo di arrivare in finale, nessuno credeva i noi. In semifinale ci attende una squadra forte, ma anche il Barcellona lo era. Sono contento di poter vedere il sorteggio con la mia Roma presente". La sua Roma, mai come oggi.

