Il caso Neymar sta avendo risvolti piuttosto clamorosi e il suo trasferimento dal Santos al Barcellonapotrebbe costare carissimo al giocatore e allo stesso club balugrana. La DIS, società che deteneva il 40% dei diritti di Neymar quando giocava nel Santos, ha chiesto alla Corte Nazionale una condanna a 5 anni di carcere per il brasiliano e per il padre, accusati di corruzione e frode fiscale.
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Le stesse motivazioni per cui il fondo d'investimento brasiliano ha denunciato il Barcellona. In tal senso la DIS ha richiesto anche una condanna a 8 anni di carcere per l'attuale presidente blaugrana Bartomeu e per il suo predecessore Rosell, oltre che un risarcimento da parte del Barcellona tra i 159 e i 195 milioni di euro.
Più morbide le richieste della Procura generale, che ha chiesto invece una condanna di 2 anni e il pagamento di una multa da 10 milioni di euro per Neymar, che comunque non andrà sicuramente in carcere in quanto non ha precedenti penali.
Il procuratore Perals ha chiesto l'archiviazione per Bartomeu in mancanza di prove concrete, richiedendo comunque il pagamento di un'ammenda di 8,4 milioni per il Barcellona e 7 per il Santos. Tra le richieste dell'accusa c'è anche quella di una multa da 10 milioni di euro ciascuno per il padre e la madre di Neymar. Anche per quest'ultima si è chiesta una condanna a 12 mesi di carcere.
L'inchiesta è partita nel gennaio del 2014, quando il Pubblico ministero di Madrid ha scoperto tramite alcune indagini che i documenti del trasferimento di Neymar al Barcellona contenevano delle informazioni contradditorie. Su tutte quella relativa all'importo complessivo pagato per il giocatore, inizialmente fissato a 17 milioni di euro. La DIS ha dunque incassato una percentuale decisamente inferiore rispetto a quella che le spettava.
Si dice non preoccupato il padre di Neymar, stando al comunicato emesso dalla NN Consultancy, la società di sua proprietà: "Riguardo le notizie pubblicate questo mercoledì e relative alle accuse mosse nei confronti di Neymar Jr. e suo padre, Neymar da Silva Santos, possiamo affermare che si tratta dello stesso processo riaperto a settembre 2016, che era stato chiuso dal giudice José de la Mata".
"Le parti implicate non ne avevano ancora ricevuto notifica - prosegue il comunicato - e non erano state altresì informate della riapertura del procedimento. Non siamo preoccupati di ciò in quanto tutti i contratti erano stati firmati rispettando tutte le procedure legali, etiche e morali, con l'approvazione del Santos Futebol Clube e del Barcellona. Siamo certi che col tempo verranno dimostrate tutte le risposte positive".




