“Penso che il goal sia qualcosa che nasce in una persona - è nel sangue” .
E' stato sicuramente nel sangue di Papin, il padre di Jean-Pierre ha infatti avuto una carriera di tutto rispetto.
"Non mi sono mai chiesto chi sarei stato una volta cresciuto. Mio padre ha giocato a calcio, l'amore per questo sport era nei miei geni".
Nato a Boulogne-sur-Mer, nel nord della Francia, era chiaro sin dalla tenera età che Jean-Pierre avrebbe ereditato il talento del padre Guy, ed è subito stato chiaro che probabilmente avrebbe superato i risultati del padre.
GettyDopo essere stato notato nelle giovanili segnando goal a raffica, è subito entrato nella Federcalcio Francese (FFF), approdando alla National Football Institute di Vichy.
Considerato un talento precoce già dal giorno del suo arrivo, il percorso di Jean-Pierre è però cambiato in seguito alla rottura del matrimonio dei suoi genitori, che portato il ragazzo a trasferirsi dalla nonna a Germont, vicino il confine belga.
A 15 anni entra a far parte del Valenciennes e segna 15 goal nella sua stagione di debutto con la prima squadra alcuni anni più tardi, attirando su di sè l'interesse oltre confine, portando il Club Brugge alla chiamata.
"Il Brugge è dove tutto è veramente cominciato", ha detto a Uefa.com. "Avrà un posto sempre speciale nel mio cuore perchè qui è dove è arrivato il mio successo internazionale".
32 goal in 43 partite hanno convinto l'allora ct della Francia Henri Michel a chiamare Papin per la Coppa del Mondo in Messico del 1986 e fu proprio un suo goal a dare la vittoria ai Blues nella gara d'esordio contro il Canada.
GettyL'attesa per il secondo goal nel torneo arrivò dopo numerose occasioni fallite, una rete nella vittoria della Francia contro il Belgio per sigillare il terzo posto.
La chiamata di Papin era stata una sorpresa tra le critiche di molti, che sottolineavano come l'attaccante non avesse mai giocato al top nella sua patria.
Un 'problema' che sarebbe stato risolto presto, quando il Marsiglia decise di acquistare Papin dopo averlo seguito in Messico. Proprio in questo club sarebbe diventato una leggenda.
Veloce, forte e spietato sotto porta, Papin ha continuato goal dopo goal, trovando la via della rete 156 volte in 270 partite di Ligue 1. Tanti goal arrivati in modi diversi.

Con conclusioni pulite, con deviazioni, da posizioni impossibili, di testa e in ogni altro modo le reti continuavano ad arrivare.
E' stato capocannoniere del campionato in cinque stagioni consecutive dal 1988 al 1992, portando la squadra alla conquista del titolo di Ligue 1 quattro volte consecutive e vincendo il Pallone d'Oro nel 1991, arrivando anche secondo nel FIFA World Player of the Year dietro Lothar Matthaus.
La Ligue 1 non poteva più trattenerlo e nel 1992 arriva il trasferimento al Milan per una cifra record di 10 milioni di sterline. Arrivano due titoli di Serie A ed una Coppa dei Campioni prima della cessione al Bayern Monaco in Germania.
Nel 1996 torna a casa per un'altra stagione in Ligue 1, segnando 22 reti in 55 partite con la maglia del Bordeaux.
GettyUno dei più grandi attaccanti d'Europa, Papin è apparso nella lista dei migliori 120 giocatori nel 2004. In seguito ha tentato la carriera di allenatore sulle panchine dello Strasburgo e Lens.
Figlio d'arte, Papin ha fatto tutto, ora passa la maggior parte del suo tempo a fare il padre. Alla figlia Emily è stata diagnosticata una paralisi celebrale sin da bambina. Papin gestisce ora con la moglie la fondazione 'Nine of Hearts', che fornisce sostegno alle famiglie colpite da questa malattia neurologica.



