Ad inizio stagione rischiavano di trasformarsi in due delusioni, invece l'arrivo di Pioli in panchina ha reso Antonio Candreva e Joao Mario due pilastri dell'Inter.
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Eppure le cose non si erano messe benissimo sotto la gestione De Boer, con l'esterno acquistato dalla Lazio e il portoghese pagato 45 milioni per strapparlo allo Sporting Lisbona autentici 'rebus' dal punto di vista tattico.
Candreva nel calcio dell'olandese non sembrava trovarsi a proprio agio, il portoghese era stato disegnato quale perno di una mediana che garantiva poco filtro a protezione della retroguardia.
Poi l'approdo di Pioli, che ha rimesso al proprio posto i tasselli del mosaico nerazzurro e dato nuova linfa ai calciatori. Compresi Candreva e Joao Mario, divenuti certezze dello scacchiere offensivo interista.
Alla faccia dei dissapori alla Lazio tra allenatore e numero 87, che con maturità e voglia di fare il bene della squadra si sono gettati alle spalle i problemi vissuti in biancoceleste e ricostruito il 'feeling'.
Il lusitano, invece, cambiando posizione di 20 metri sta garantendo equilibrio e pericolosi inserimenti in zona goal nei panni di finto trequartista a sostegno di Icardi. Pur conservando quella duttilità preziosissima per qualsiasi tecnico, che gli consente di essere impiegato come mediano, interno o all'occorrenza esterno alto.
Da De Boer a Pioli è un'altra Inter, così come lo è divenuto il rendimento dei singoli: la rincorsa Champions continua, prossima tappa Bologna.




