Il messaggio è arrivato forte e chiaro: per vincere lo scudetto, serve sacrificio da parte di tutti, dal portiere alla prima punta. Antonio Conte lo ha sottolineato e lo ha dimostrato anche con i fatti, nella partita contro l'Atalanta. Una gara di sofferenza, trasformata in vittoria chiave per puntare allo scudetto.
L'Inter non ha vissuto un monday night sprigionando tutto il proprio potenziale offensivo, come era successo in altre partite (derby e Juve, per citarne due recenti). La squadra di Conte stavolta si è chiusa, ha blindato la porta davanti ad Handanovic, ha tolto gli spazi a una squadra che non può farne a meno. E ha vinto.
La chiave del successo in questo caso è Lautaro Martinez, l'uomo a cui più di tutti Conte ha chiesto qualcosa. Più che ad Hakimi e Perisic, insolitamente più bassi rispetto al solito soprattutto nel secondo tempo. L'attaccante argentino per una sera non ha fatto l'attaccante, ma il mediano, a tutti gli effetti.
Lo stesso tecnico nerazzurro nel post partita a 'Sky Sport' ha speso parole d'elogio nei confronti del proprio numero 10 e del suo spirito di sacrificio per la squadra.
"Va fatto un grande applauso a Lautaro perché si è impegnato nella fase offensiva, ma gli ho chiesto un grande sacrificio in fase difensiva. In fase di non possesso si abbassava e ci mettevamo con una specie di 5-4-1 nella nostra metà campo, poi Lautaro usciva e dava pressione".
L'argentino ha risposto 'presente'. Lui abituato a giocare in avanti, per una volta ha giocato anche all'indietro, ripiegando, andando a contrasto, giocandosi il duello. Spirito di sacrificio. Quello che è costato all'Inter gioco offensivo (un solo tiro in porta: il goal di Skriniar) ma si è reso necessario per contrastare l'Atalanta. Strategia vincente. E lo Scudetto è più vicino.





