La Fiorentina riparte da Vincenzo Montella. Dopo il divorzio, non senza strascichi polemici, con Stefano Pioli, il club gigliato ha deciso di affidarsi ad un tecnico che già conosce alla perfezione la piazza e che soprattutto nel suo primo ciclo in viola ha convinto tutti in fatto di risultati ottenuti. L’Aeroplanino infatti a Firenze ha probabilmente vissuto la sua parentesi migliore da allenatore conducendo, tra il 2012 ed il 2015, la compagine toscana a tre quarti posti consecutivi in campionato, ai quali vanno aggiunti anche una finale di Coppa Italia ed una semifinale di Europa League.
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Un ciclo, quello del primo di Montella in riva all’Arno, che è rimasto impresso a molti anche per la brillantezza proposta dalla sua squadra in moltissime delle partite disputate. La sua prima Fiorentina era infatti stata ribattezzata da alcuni ‘il piccolo Barcellona’, questo perchè proponeva un gioco fatto di possesso, personalità, attitudine offensiva, ma anche qualche sbavatura in fase difensiva che forse le è costato qualche punto prezioso che le avrebbe permesso di strappare almeno un pass per quella Champions League che, per quanto fatto vedere, avrebbe meritato.
E’ proprio dal gioco che Montella dovrà ripartire per rilanciare una squadra in crisi di risultati. Negli ultimi mesi infatti, a Stefano Pioli è stato soprattutto contestato il fatto di non essere riuscito a garantire alla squadra quei meccanismi che avrebbero permesso di sfruttare la freschezza che la rosa più giovane d’Europa dovrebbe avere. La Fiorentina, con ogni probabilità, passerà da un gioco più verticale, atto soprattutto a sfruttare la rapidità di Chiesa e Muriel in contropiede, ad un gioco più ragionato che consenta di guadagnare metri in campo con il possesso piuttosto che con le sortite dei singoli.
Un compito, quello che attende il tecnico campano, non semplice a stagione in corso e con un gruppo forgiato per assecondare idee di gioco diverse dalle sue ma, già nel corso della sua prima esperienza gigliata, ha dimostrato di essere in grado di saper proporre i suoi dettami in maniera estremamente rapida.
In attesa di vedere se e come il gruppo a disposizione, che qualitativamente parlando è meno dotato di quello che ha lasciato quattro anni fa, riuscirà a far suoi determinati principi, Montella potrebbe intanto pensare di rimescolare le carte e di proporre qualcosa di diverso dal punto di vista tattico.
Ma come potrebbe giocare la sua nuova Fiorentina?
LA FIORENTINA CON IL 3-5-2

Nel corso della sua prima parentesi fiorentina, Montella si è spesso affidato al 3-5-2. La Fiorentina che si ritrova tra le mani, ha gli uomini giusti per riproporre questo tipo di modulo. Se così fosse, il trio difensivo sarebbe praticamente scolpito, con Milenkovic che tornerebbe a fare il centrale (Pioli l’ha utilizzato prevalentemente da terzino destro con alterne fortune) e che andrebbe ad aggiungersi all’intoccabile Pezzella e a Vitor Hugo (o il alternativa Ceccherini).
Le novità più importanti potrebbero riguardare il centrocampo. Chiesa infatti potrebbe tornare a quello che è stato il ruolo con il quale si è imposto all’attenzione di tutti ai tempi di Paulo Sousa, ovvero l’esterno destro a tutta fascia, mentre sull’out opposto Biraghi avanzerebbe sulla linea di mediana per sfruttare le sue attitudini offensive. Il grande nodo potrebbe riguardare il regista, elemento che nel gioco di Montella ha forse un peso specifico più importante rispetto a quello di Pioli. Il tecnico campano, in passato a Firenze ha potuto contare su un certo Pizarro e nei prossimi mesi un giocatore con le sue qualità non l’avrà. A dirigere il gioco potrebbe essere Edimilson Fernandes (l'alternativa sarebbe Norgaard che sin qui si è visto pochissimo), che negli ultimi tempi ha dimostrato una certa duttilità, e la cosa permetterebbe a Veretout di tornare nella posizione nella quale meglio si esprime: l’interno. Una suggestione sarebbe quella di affidare le chiavi del reparto a Gerson, ma tale opzione richiederebbe una fase di adattamento. Il brasiliano infatti, ha certamente i colpi e la bravura tecnica per destregiarsi bene, ma tende ancora a sparire un po’ troppo spesso dalla partita. A completare la linea sarebbe poi Benassi, con Dabo che rappresenterebbe l’alternativa più ‘fisica’ per le fasi complicate della partita.
Con questo modulo, Giovanni Simeone tornerebbe ad essere titolare, visto che affiancherebbe Muriel in attacco. L’asso colombiano, d’altronde, nelle scorse settimane ha ammesso di trovarsi più a suo agio con un vero ‘9’ come spalla.
LA FIORENTINA CON IL 4-3-3

Il 4-3-3 è il modulo che questa Fiorentina conosce certamente meglio, visto che è quello che è stato adottato negli ultimi mesi da Stefano Pioli. In questo caso ovviamente i cambiamenti sarebbero in numero più ridotto, ma potrebbero comunque riguardare tutte le zone del campo.
In difesa, Laurini potrebbe agire con più frequenza da esterno destro, con Milenkovic spostato al centro al fianco di Pezzella e Biraghi chiamato a presidiare l’out di sinistra nel suo ruolo originario.
A centrocampo, Benassi, Edimilson e Veretout potrebbe comporre il trio di mediana, mentre i dubbi più importanti riguarderebbero probabilmente l’attacco.
Fermo restando che Chiesa è intoccabile, Montella potrebbe decidere di puntare su Simeone come punta centrale e su un Muriel alto a sinistra portato più a spaziare (come faceva Ilicic nella sua prima Fiorentina). In alternativa, si potrebbe proporre Chiesa a destra (alla Cuadrado o alla Salah), Muriel ‘falso 9’ (alla Giuseppe Rossi) ed uno tra Mirallas e Gerson alti a sinistra, con il secondo avrebbe più attitudini da trequartista e che consentirebbe di passare ad un 4-3-1-2.
LA FIORENTINA CON IL 4-2-3-1

Vincenzo Montella conosce bene anche il 4-2-3-1, modulo che ha utilizzato soprattutto al Milan. In questo caso, la linea di difesa resterebbe invariata, mentre le novità più importanti riguarderebbero soprattutto centrocampo e reparto offensivo.
In mediana, Edimilson e Veretout avrebbero le caratteristiche migliori per fare da frangiflutti davanti pacchetto arretrato ed impostare il gioco, mentre Benassi verrebbe avanzato di qualche metro in posizione di trequartista.
L’ex Toro, agirebbe alle spalle dell’unica punta insieme a Chiesa e Gerson, mentre in attacco ci sarebbe la possibilità di sfruttare, a seconda delle esigenze della gara, uno tra Muriel e Simeone. Più complicato invece immaginare un 4-2-3-1 con il colombiano nella batteria dei trequartisti ed il ‘Cholito’ perno centrale del reparto d’attacco.
E’ forse questo un modulo più difficile da proporre in tempi rapidi, perchè richiede automatismi diversi ed una qualità complessiva dell’undici più importante, ma resta comunque un’opzione da non scartare.



