Ha rivoluzionato il mondo del calcio e allo stesso tempo ha cambiato il modo di viverlo: è il VAR, ormai al terzo anno di vita in Serie A, che comincia ad affacciarsi anche in Serie B perché, dopo aver esordito grazie a una deroga nei playoff della passata stagione, a Cremona è iniziata la sperimentazione off-line che durerà per tutto il girone di ritorno.
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Tradotto: è una sorta di percorso di formazione imposto dal protocollo prima di poter essere utilizzato attivamente e regolarmente a partire dai playoff di questa stagione. Da regolamento UEFA non è possibile assistere alle operazioni del VAR durante le partite, ma siamo riusciti a visitare il van del VAR prima di Cremonese-Venezia e allora vi portiamo su con noi.
La prima cosa che cattura lo sguardo è la coppia di pulsanti che si trova davanti alle postazioni dei due arbitri; uno rosso e uno verde. Sembrano quasi quelli che la memoria adolescenziale associa ai quizzettoni che, da bambini, governavano i pomeriggi. Insomma, appena li vedi ti verrebbe voglia di schiacciarli, azione che per altro ha una centralità non indifferente nel corso della partita: quando avviene il VAR entra in gioco.

Quello rosso, una volta premuto, apre il collegamento audio con l’arbitro in campo e permette ai due arbitri VAR di comunicare con il direttore di gara. La comunicazione inversa, dal campo al van, è invece sempre aperta durante i 90 minuti. L’altro pulsante, quello verde, viene schiacciato quando l’arbitro VAR vuole rivedere l’azione in corso. È una sorta di marcatore che serve all’operatore per far rivedere proprio quell’immagine e quel momento all’arbitro a fianco a lui.
Infatti, ogni sala var o van del var è occupata da 4 persone, i due arbitri e due operatori che selezionano le immagini a seconda delle indicazioni ricevute e le rimostrano da varie angolazioni ai due arbitri. Ecco perché ognuna delle 4 postazioni ha due schermi: uno che trasmette la partita esattamente come la vede l’abbonato da casa, l’altro che mostra le telecamere a disposizione per rivedere gli episodi.

A proposito degli schermi, sembra di avere sottomano uno smartphone di 27 pollici perché ogni monitor è dotato di tecnologia touchscreen che permette di selezionare le inquadrature, come ognuno di noi seleziona le app sul telefono, e di zoomare per vedere i dettagli che possono fare la differenza. Una vivisezione della partita che gioca un ruolo determinante.

L’ultimo elemento che calamita lo sguardo sono le cuffie a disposizione di arbitri e operatori. Nere e avvolgenti, sembrano quelle dei piloti di aerei e la funzione in effetti è perfettamente in linea: comunicare bene e in fretta, ascoltare isolandosi da tutto il resto. Precisione e reattività insomma sono il leitmotiv di ogni strumento a servizio sul del van del VAR, il dietro le quinte che a partire dai playoff di questa stagione diventerà attivamente e regolarmente protagonista anche in Serie B.


