Il Milan, dopo aver saputo dell'esclusione dall'Europa League, non ha perso tempo e ha piazzato subito un colpo: se le visite mediche andranno secondo i piani, Alen Halilovic sarà un nuovo giocatore rossonero. Arriva dall'Amburgo e si qualifica come una delle scommesse più grandi e rischiose fatte dal 'Diavolo' negli ultimi anni.
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LA CARRIERA
Alen Halilovic nasce a Dubrovnik nel 1996 e, come molti talenti della Croazia che sono esplosi negli ultimi anni, muove i primi passi nel calcio con la maglia della Dinamo Zagabria. Entra nelle giovanili nel 2004, a otto anni, e resta nella Capitale croata fino al 2014, facendosi largo ad alta voce come il miglior talento della sua generazione in patria.
Tanto che il Barcellona non perde tempo e lo porta in Spagna nel 2014, sborsando una cifra vicina ai 5 milioni di euro. È una delle grandi promesse del club catalano, ma ben presto si capisce che il giocatore è forse ancora troppo giovane. Viene tesserato dalla squadra B e gioca la prima stagione nella seconda divisione spagnola, siglando anche quattro goal. Debutta con la prima squadra il 15 gennaio 2015, giocando qualche scampolo contro l'Elche in Copa del Rey. Ma non convince e la stagione successiva viene mandato in prestito allo Sporting Gijon.
Qui, con meno pressione, gioca molto meglio, si mette in mostra e l'Amburgo decide di fare l'investimento, portandolo in Bundesliga. Ricomincia però a non convincere, la classe c'è ma è sempre troppo discontinuo. Gioca poco, pochissimo e viene spedito in prestito al Las Palmas, dove quantomeno trova continuità e qualche bella giocata. Adesso per lui arriva il Milan, la seconda occasione della vita.
RECORD CON LA CROAZIA
C'è un dato che più di ogni altro identifica la carriera di Alen Halilovic, per lo meno la parabola: il giocatore classe 1996 è il più giovane croato ad aver mai esordito con la maglia della Nazionale maggiore, debuttando il 10 giugno 2013, con 17 anni ancora da compiere, contro il Portogallo.
Un giocatore che debutta a 16 anni con la Nazionale maggiore dovrebbe avere la carriera in discesa. Ed invece no, è solo un fuoco di paglia: disputa un totale di nove presenze con la Croazia e l'ultima apparizione risale a ben due anni fa, il 27 maggio del 2016 contro la Moldavia. Negli ultimi due anni è quindi anche scomparso dai radar della Nazionale.
NEL MILAN
Alen Halilovic è un calciatore di qualità, prettamente tecnico. Visivamente ricorda Modric (per il fisico e i capelli biondi), ma non ha le caratteristiche del campione del Real Madrid. Utilizza solo il mancino, tecnicamente non gli manca nulla.
È un trequartista ma ama toccare più volte il pallone e quindi viene spesso a centrocampo a farsi dare la sfera ma è stato schierato principalmente da esterno offensivo, partendo da destra per accentrarsi sul sinistro.
Nel 4-3-3 di Gattuso ci sono solo due ruoli che realisticamente Halilovic può coprire: ola mezz'ala di centrocampo (alternandosi a Kessié e Bonaventura, ma con diverse caratteristiche) o l'esterno destro d'attacco, alternandosi a Suso.
Adesso veniamo però al tasto dolente, i difetti. La pecca più grande della sua carriera è stata finora la discontinuità, come ogni croato (o quasi) che si rispetti. Ad Halilovic è mancata per ora anche quella sana aggressività e concretezza che deve avere ogni giocatore per stabilirsi su certi livelli. Infine, con i suoi 169 centimentri d'altezza e un fisico non propriamente da 'wrestler', soprattutto in Serie A potrebbe patire una scarsa possanza fisica. La scommessa, però, è sicuramente di quelle intriganti.




