Dopo le lacrime e la disperazione, il sorriso. Perché la vita va avanti, anche quando un incidente aereo ha spazzato via decine di amici e compagni di squadra. La vita va avanti per chi ce l'ha fatta e può tornare a difendere i colori del cuore: quelli della Chapecoense.
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Mentre Jakson Follmann sta testando una protesi che inserirà al posto della gamba amputata, Alan Ruschel e Neto, gli altri due sopravvissuti alla tragedia del 28 novembre scorso, si preparano a coronare il sogno che coltivano da settimane: quello di giocare di nuovo.
"La previsione è che possano tornare ad allenarsi assieme ai compagni tra circa un mese. Il loro recupero è sorprendente. E pensare che all'inizio non chiedevamo altro che si salvassero", dice Carlos Mendonça, il medico sociale della Chapecoense.
Intanto, Ruschel e Neto scaldano i motori: il terzino e il difensore centrale hanno corso da soli nel campo dell'Arena Condá, lo stadio (vuoto) della Chape, commovendo tutti coloro che aspettano solo di rivederli in campo.
"Estamos voltando", stiamo tornando, ha scritto Alan Ruschel su Instagram, scatenando le reazioni di felicità di tifosi e semplici appassionati. La più bella notizia possibile dopo la grande tragedia.




