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Pietro Lo Monaco CataniaGetty

Catania, Lo Monaco dopo l'aggressione: "In balia per 25'"

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Sono state ore certamente difficili quelle che ha vissuto Pietro Lo Monaco. L’amministratore delegato del Catania, è stato infatti vittima mercoledì mattina di una violenta aggressione perpetrata da un gruppo di ultras mentre si trovava sul traghetto che collega Messina a Villa San Giovanni.

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Lo Monaco, che è stato nelle scorse ore convocato in Prefettura per un tavolo tecnico del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, non si è sbilanciato sulla possibilità di essere seguito da una scorta.

“Voglio sentire cosa hanno da dire loro che mi hanno convocato. Le decisioni riguardo la scorta le prenderà chi è competente in materia. Quello che è successo ieri è accaduto in un luogo pubblico, vedremo…”.

Pietro Lo Monaco ha ricordato i terribili momenti dell’aggressione.

“L’unica escoriazione ce l’ho dentro, nel cuore. Sono stato aggredito alle spalle, non so come ho avuto la lucidità di portarli fuori sul ponte. Per venticinque minuti sono stato in balia delle frasi, delle accuse e delle minacce più becere. Io denunce non ne faccio perché non ci sono abituato. Chi ha fatto quella che ha fatto si è firmato, c’erano telecamere e testimoni, è accaduto tutto davanti agli occhi di tutti”.

Quanto accaduto all’amministratore delegato del Catania ha shoccato il mondo del calcio e non solo.

“Spero che sia uno spunto per isolare certe persone e per far ripartire il Catania. I tifosi non fanno queste cose. C’è una parte della tifoseria che dovrebbe insorgere e chi parla e commenta deve capire cha ha un ruolo e che qualche modo indirizza la cosa”.

Il presidente del club etneo, Antonino Pulvirenti, parlando intanto a La Repubblica ha commentato l’accaduto.

“È stato un fatto di inaudita gravità, ampiamente preannunziato dal clima di odio strisciante che da mesi si respira in città, con la complicità di una parte della società civile. Già lunedì era stato esposto uno striscione intimidatorio e minaccioso nei confronti miei e di Lo Monaco e per questo ho subito deciso di non far scendere in campo la squadra, ma Pietro ha chiesto di giocare ritenendo opportuno far vincere lo sport sulla violenza”.

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