Quello di Fabio Capello con la Roma è un rapporto speciale. Del club giallorosso infatti è stato prima giocatore a cavallo degli anni sessanta e settanta e poi ne è diventato molti anni dopo allenatore conducendo la squadra capitolina alla conquista di uno storico Scudetto.
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Nel corso della sua straordinaria carriera, ha vinto da giocatore e tecnico anche con Milan e Juventus e parlando ai microfoni di Radio Radio ha svelato quale è la differenza tra le tre piazze e perché è così complicato vincere nella Capitale.
“Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra”.
Capello conosce bene anche Zlatan Ibrahimovic, un giocatore che si appresta con ogni probabilità a diventare uno dei grandi protagonisti della sessione invernale di calciomercato e che alla Roma farebbe molto comodo.
“L’ho visto giocare per la prima volta a Roma, lui era nell’Ajax. Quando andai alla Juventus chiesi di comprarlo”.
L’ex tecnico giallorosso ha parlato dei giocatori che ha guidato in giallorosso che non hanno rispettato le aspettative.
“Ho avuto poche delusioni, ma uno che mi fa arrabbiare, anche se è un amico, è Cassano. Era il giocatore con più talento alla Roma, ma si è buttato via. Poi me lo sono trovato anche a Madrid. Se aveva più talento di Totti? Negli ultimi venti metri sì, aveva più dribbling nello stretto, Totti aveva qualcosa di più nel calciare da fuori”.



