Il ricorso della FIGC respinto dal Triburale federale contro la riammissione di Novara e Catania è solo l'ultimo atto di una vicenda che rischia di sfociare con lo slittamento dell'inizio del prossimo campionato di Serie B.
Alla Federcalcio non è stata data ragione in merito al ripescaggio di squadre precedentemente penalizzate, che quindi non avrebbero avuto diritto a questo privilegio: nonostante i giochi siano praticamente fatti, dal commissario Roberto Fabbricini filtra soltanto un silenzio assordante.
Come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', la Lega di B ha inoltrato soltanto nella giornata di ieri e ben oltre i termini tutta la documentazione relativa ai bilanci dei club che hanno chiesto di essere ripescati: una protesta contro la mancata risposta di Fabbricini sulla possibilità di ripartire con 20 squadre anziché 22.
In attesa di una risposta da parte del Collegio di garanzia dello Sport a cui si sono rivolti anche Siena, Ternana e Pro Vercelli (proprio gli umbri potrebbero essere i primi degli esclusi e venerdì 10 dovrebbe esserci la discussione del reclamo), le tre società 'scavalcate' da Novara e Catania, la Federcalcio ha dato una risposta chiara alla Lega di B.
"La Federazione Italiana Giuoco Calcio, - si legge nella nota - in relazione al Comunicato Stampa diramato oggi dalla Lega B, rende noto che ha più volte rappresentato alla medesima Lega come le disposizioni federali non consentono il mutamento del format del campionato da 22 a 20 squadre dalla corrente stagione sportiva".
"La modifica del format - ha precisato la FIGC - può entrare in vigore, infatti, dalla seconda stagione sportiva successiva alla sua adozione".
Da non dimenticare nemmeno il caso Avellino che ricorrerà al TAR entro lunedì dopo che il CONI ha espresso parere negativo in merito alla sua iscrizione al prossimo campionato. Qualora gli irpini dovessere avere ragione, si correrebbe di partire con un sovrannumero di squadre, il che sta inducendo la FIGC a esitare ancora.
Una situazione surreale che porterà, quasi inevitabilmente, anche allo slittamento della nascita dei calendari: quelli di C al 22 agosto, quelli di B addirittura a data da destinarsi, a testimonianza di quanto complicata e intricata sia tale vicenda.
A far discutere è anche la questione seconde squadre, imposte secondo molti in maniera troppo rude: in corso un processo che dovrà rivivere il 1° e il 2° grado e, fino a quel punto, la FIGC non inserirà la Juventus B nel quadro definitivo delle squadre che parteciperanno alla Serie C.

