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2018-12-03 VAR Video Assistant RefereeGetty Images

Caos da VAR, gli arbitri chiedono delle modifiche al protocollo

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Troppi dubbi, pochissime certezze. Il VAR così non funziona e a saperlo bene è la stessa AIA che nel dossier inviato all’IFAB ha proposto alcune modifiche al protocollo VAR. Secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’ e ‘Corriere della Sera’, la prima richiesta degli arbitri italiani sarebbe quella di garantire ai direttori di gara delle regole precise su quando ricorrere o meno alla video assistenza.

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Nello specifico, l’AIA avrebbe richiesto di sostituire la dicitura “chiaro ed evidente errore”, presente ora nel protocollo, con una classificazione dettagliata di casi nei quali la tecnologia deve necessariamente intervenire.

L’obiettivo è quello di interrompere la scia di polemiche che nelle ultime giornate di campionato sta contaminando la Serie A, permettendo agli arbitri di svolgere il proprio lavoro con maggiore tranquillità e sicurezza.

Il contatto tra D’Ambrosio e Zaniolo in Roma-Inter, la trattenuta di Alex Sandro su Zaza in Torino-Juventus e la spinta di Matuidi su Belotti nella stessa gara. E ancora l’intervento di Florenzi su Pandev in Roma-Genoa. Tutti episodi non segnalati dal VAR che hanno fatto infuriare i dirigenti delle squadre coinvolte.

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, e quello del Genoa, Enrico Preziosi, i più duri. Il primo ha parlato di sfortuna e sudditanza psicologica, il secondo di errori in malafede a causa di un sistema sbagliato. Accuse pesanti alle quali l’AIA ha preferito non rispondere.

Ecco però che le modifiche richieste all’IFAB potrebbero portare a un rapido cambio del protocollo. Rizzoli e colleghi hanno infatti richiesto di poter declinare l’intervento del VAR per ogni tipologia di errore: un mani non visto, un fuorigioco, un contatto basso, un contatto aereo. Gli arbitri sapranno così come comportarsi in ogni situazione.

L’AIA sta inoltre riflettendo sul progetto di allestire un pool specializzato di addetti al VAR, inserendo magari arbitri che hanno appena chiuso la carriera sul campo. L’obiettivo sarebbe quello di porre davanti ai monitors un gruppo di esperti che possa quindi correggere l’arbitro in campo senza nessun tipo di timore.

Troppo spesso infatti chi siede al VAR è meno esperto di chi arbitra e ciò intimorisce chi deve prendere la decisione di richiamare il direttore di gara al video, a causa di un rapporto di forza non scritto.

Importanti modifiche per un arbitraggio più preciso. In attesa di sviluppi, l’unica certezza è che l’attuale utilizzo del VAR è destinato a far discutere ancora a lungo.

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