Manca ormai poco alla semifinale di Champions League contro il Liverpool e la Romaarriva al grande appuntamento nel migliore dei modi. Il presidente James Pallotta presenta l'evento contro i Reds e si sofferma sul mercato giallorosso.
Il patron americano tranquillizza i tifosi ai microfoni di 'Sky Sport' in vista delle prossime sessioni di mercato: "Non voglio più vendere come in passato, appena sistemeremo alcune cose con il fair play finanziario cambieranno molte dinamiche. Non ho interesse a vendere Alisson, anche se, Liverpool compreso, molti hanno detto di volerlo. Qualcuno si presenterà con un sacco di soldi per averlo, decideranno Monchi e Di Francesco, ma noi con lui vogliamo costruire".
Tra movimenti passati e progetti futuri: "Con Salah e Pjanic eravamo obbligati, magari avessi avuto più tempo avrei provato a convincere Miralem. Ünder può crescere ancora tanto, penso resterà con noi a lungo, tanto abbiamo ancora del lavoro da fare, non siamo ancora al livello delle prime in Serie A, ma stiamo crescendo".
La super sfida contro i Reds non sarà una rivincita per Pallotta: "So quanti romani ricordano quella finale persa 34 anni fa, ma per me non è una rivincita. Mi piace pensare che abbiamo battuto Chelsea e Barcellona per 3-0 e non mi dispiacerebbe replicare con il Liverpool, anche se non sarà semplice non farli segnare. Klopp è un grande allenatore, lo scorso anno non ha fatto benissimo, ma a tutti gli allenatori serve tempo per mettere la loro impronta. E in questa stagione sta raccogliendo i frutti, ha messo Salah nella posizione ideale, da noi era complicato giocasse così perché c’era Dzeko e togliere il posto a Edin non è semplice. Se giochiamo come contro Barcellona e Chelsea possiamo battere chiunque".
Infine il capitolo stadio, il patron manda un chiaro messaggio alle istituzioni: "Ogni mese di ritardo ci costa un milione di dollari, erano soldi che potevamo investire in altre cose, giocatori e altro, circa 65-70 milioni di euro che potevamo spendere diversamente. Devono finire presto”.




