L'ufficialità quando meno te la aspetti, con un annuncio alle 6 di mattina: così l'Inter ha reso noto l'ingaggio di Antonio Conte come sostituto di Luciano Spalletti, base solida da cui ripartire per dare l'assalto a Scudetto e Champions League.
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Per ben figurare in entrambe le competizioni sarà necessario rinforzare una rosa che più di una lacuna ha mostrato nei mesi scorsi: il buco più evidente è presente sulla fascia destra d'attacco, dove l'unico sicuro del posto dovrebbe essere il solo Politano (che deve ancora essere riscattato dal Sassuolo).
Il giocatore che più di tutti stuzzica per colmare la lacuna esterna è Federico Chiesa: come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', la Fiorentina non si discosta dalla richiesta di 70 milioni e molto dipenderà da chi sarà l'interlocutore dei nerazzurri, se Rocco Commisso (in trattativa per l'acquisizione della società gigliata) o sempre la famiglia Della Valle.
Sul figlio d'arte è sfida a tutti gli effetti con la Juventus e, fa sostanzialmente sorridere, il fatto che il primo regalo per Antonio Conte potrebbe arrivare proprio dopo una sfida con il club del suo passato, a cui darebbe inevitabilmente un dispiacere in sede di mercato.
Ma i discorsi per l'Inter non si fermano qui: il proseguimento in nerazzurro di Mauro Icardi è tutt'altro che scontato e l'acquisto di Edin Dzeko sembra la soluzione giusta per ovviare alla possibile cessione dell'argentino.
La Roma chiede 20 milioni per il bosniaco (in scadenza nel 2020), l'Inter ne offre 10-12 più il cartellino di un giovane. Al momento c'è distanza ma la voglia di cambiare aria dell'ex Manchester City potrebbe fare la differenza.
Più complicato invece l'affare Romelu Lukaku: il Manchester United vuole rientrare nell'ingente spesa di 85 milioni effettuata due anni fa e non accetta l'inserimento di contropartite come Ivan Perisic per abbassare l'esborso economico.





