Semplicemente fondamentali. Nuovo millennio, secondo decennio. Mondo sempre più collegato, più tecnologico, meno privato: perchè la privatizzazione della propria vita personale è un qualcosa che la maggior parte del mondo privilegiato vede ormai come 'strano'. Calcio e social, l'unione perfetta per aumentare i milioni e distaccarsi dal resto degli sport. I social, per ogni squadra di calcio, sono diventati vitali. Il numero uno, il numero due, il nuovo arrivato. Corsa ai tifosi in Italia, in Asia, in Africa, in Alaska e in Siberia. Per far sapere a tutti come ha giocato quello o promuovere questa e quella iniziativa pro-tifosi. Tutto catalogabile, ma obiettivamente dimenticabile in una frazione di secondo. E' il calcio degli anni 2000, social.
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Dai giovanissimi agli over 60, più di un miliardo di persone utilizza il web per le proprie ricerche, in giro per il mondo. In Italia svariati milioni si affidano a internet per conoscere le ultime notizie, sopratutto relative alla propria squadra del cuore, alla storica nemica, alla propria formazione di fantacalcio. E' impensabile, oggi come oggi, vedere una squadra di Serie A senza profili ufficiali sui vari Facebokok, Twitter, Instagram e Youtube. Senza scomodare Linkedin, Snapchat, Google + e compagnia sociale.
Per le squadre di tutto il mondo è essenziale essere ingegnose per attirare l'attenzione su di sè, ed avere più dei celebri 15 minuti di notorietà: si sta allargando ad esempio a macchia d'olio il siparietto che due squadre mostrano, prima di un incontro ufficiale, su Twitter. I piccoli club cercano di coinvolgere grandi nomi chiamandoli in causa, le proprie lamentele trovano valvola di sfogo con hashtag visti dai tifosi come verità assoluta da seguire senza ma. Insomma, con un po' di dimestichezza internauta, per forza di cose si capita nella morsa social dei club e dei suoi rappresentanti.
A molti tifosi i social non interessano minimamente, ma alla fine, direttamente o indirettamente, si arriva sul profilo ufficiale della stessa anche senza mettere un fisso, ma comunque immediatamente cancellabile, mi piace. Senza iscriversi e condividere. Le società di calcio sono diventate aziende, hanno assunto social manager et similia per allargare il proprio prodotto, far conoscere il proprio merchandising, incassare, rinvestire nella squadra e crescere. Allargare, far conoscere, incassare, reinvestire, crescere. Ripetere. Chi domina in campo, ovviamente, domina anche nei condotti digitali.
La Juventus riempie gli stadi di tutta Italia e possiede l'indice di riempimento del proprio impianto più alto di Serie A, E' la più tifata e la più odiata, con numeri astronomici sui vari social: questo anche in virtù dei tanti 'haters' (letteralmente coloro che odiano, i nemici, che rispetto a quelli di Mourinho hanno solo il rumore di una tastiera), 'costretti' ad aumentare il popolo ufficiale di Madama per dare contro alla stessa.

Cinque scudetti consecutivi in Serie A, in vetta alla classifica generale di più seguaci sui social in giro per il mondo in ogni settore social: Facebook , Twitter , Instagram e Youtube vedono i bianconeri come prima squadra italiana per, rispettivamente, mi piace, followers, seguaci e iscritti. Sono 36 i milioni di iscrizioni o mi piace per i quattro canali social della Juventus, numeri incredibili per l'Italia, ma comunque assolutamente lontani da quelli che registrano le inglesi e le spagnole: questo specialmente per un problema di lingua, nonostante ci si sforzi maggiormente di creare profili per le più parlate al mondo.
Parlando di lingue, l'ultimo esempio è rappresentato dal Napoli , che dopo il profilo twitter in italiano e quello in spagnolo ha aperto quello in inglese. La Juventus ha invece optato, oltre ad inglese e spagnolo, per indonesiano, giapponese e arabo. Caso particolare quello della Roma , che insieme ai soliti spagnolo e inglese ha scelto profili greci e brasiliani, insieme a quello indonesiano e arabo. Fiorentina , Lazio e Milan da canto loro hanno un solo profilo dove scrive in diverse lingue, mentre l'Inter possiede un twitter inglese, portoghese, turco, giapponese, arabo e indonesiano, ma non spagnolo.
Su Twitter, neanche sommando gli accounti di Roma, Inter e Napoli, Milan e Juventus vengono raggiunte: sono rossoneri e bianconeri a dominare il mercato digitale, in virtù di quanto fatto in passato (leggasi rossoneri) e nell'ultimo quinquennio (a tinte bianconere).
Un discorso che si ripete anche su Facebook, dove Madama batte il Diavolo di circa 500.000 persone: 50 milioni di mi piace tra le squadre più vincenti d'Italia, mentre la Roma terza si ferma a 8,5. Sono proprio i giallorossi a chiudere il podio del web calcistico italiano, con 11 milioni totali dietro a Milan (32) e Juventus (36): il tutto sommando i quattro cavalieri dell'apocalisse social, Facebook, Twitter, Instagram e Youtube.
GettyL'Inter trova il terzo posto dietro i cugini e gli odiati rivali piemontesi su Instagram e Youtube: la piattaforma di condivisione video vede dominatrice la Juventus con più di mezzo milione di iscritti, al 16esimo posto mondiale tra i canali esclusivamente calcistici (noi di Goal , tra l'altro, siamo al 19esimo). Dati inutili? Per nulla. Sono numeri essenziali giorno dopo giorno, che fotografano l'interesse mondiale per le diverse squadre, la possibilità di fatturati più alti, di combattere continuamente ad alti livelli o, nel caso del Milan, di contare comunque tantissimo in ogni angolo del mondo nonostante i problemi degli ultimi anni.
E le altre italiane? Nella top ten delle squadre più seguite, dietro le sette big (considerando il totale tra iscritti, mi piace e followers l'Inter si attesta a 9 milioni, il Napoli a poco meno di 6, la Fiorentina a 2.8 e la Lazio a 1.3) ci sono Torino (820.000), Udinese (750.000) e Cagliari (650.000, pochi punti avanti rispetto a Sampdoria e Bologna). Per quanto riguarda la Serie A attuale chiude il Crotone con 150.000 totali, fatti registrare nei quattro social principali.
Verona , Bari e Parma sono le società con più tifosi social, prendendo in esame quelle provenienti dalle serie inferiori: trattasi di città abituate alla Serie A, a vivere il tifo a 360°. Impossibile, infine, paragonare i dati italiani con quelli esteri, A) per un fatto di lingua, B) per la potenza economica mostrata nell'ultimo decennio, C) per le vittorie registrate e i trofei ottenuti nel decennio della rivoluzione social. Basti pensare che solo su Facebook il Barcellona ha 96 milioni di mi piace. Ci fermiamo qui.

