Il nuovo Sacchi, il nuovo Guardiola e via discorrendo. Questi sono i paragoni impegnativi che vedono Maurizio Sarri elevato a profeta del bel gioco in chiave italiana, alla luce dello straordinario spettacolo offerto dal suo Napoli nelle ultime stagioni.
Un profluvio di peana che non trova tutti d'accordo. Emblematiche le parole di Gigi Cagni ai microfoni di 'Radio Marte', quando gli si chiede delle seconde linee azzurre forse non all'altezza e quindi di un problema di rosa corta che potrebbe minare le ambizioni azzurre.
"Io non penso che non abbia la rosa adatta, penso piuttosto che Sarri si fidi poco degli altri giocatori e non lo capisco - attacca il tecnico bresciano, che poi si sofferma sui tempi lunghi richiesti ai nuovi acquisti per entrare nelle rotazioni della squadra - Gli schemi che fa Sarri li faceva l’Olanda 30 anni fa, basta col dire che ci vogliono sei mesi per capire il suo sistema di gioco".
"Non facciamo diventare il calcio una scienza per pochi, non lo posso accettare - continua Cagni, reduce dalla promozione col Brescia e tra gli alfieri della 'vecchia scuola' italica -Giaccherini era un Nazionale prima di venire a Napoli, non poteva giocare contro il Sassuolo? Sarri deve prendere qualche rischio in più, altrimenti non si arriva alla fine...".

