Il deludente pareggio casalingo contro il Sassuolo conferma un andazzo che dura ormai da qualche settimana e vede il Napoli sempre più lontano dagli standard dello scorso anno, ma anche da quelli di inizio stagione.
Nelle ultime dieci partite, tra campionato e Champions, gli azzurri infatti hanno vinto solo tre volte contro Crotone, Empoli e Udinese. Tutte squadre impelagate peraltro nella lotta per non retrocedere.
Napoli-Sassuolo 1-1, la cronaca
A pesare, ovviamente, è l'assenza del bomber Milik che finora non è stato sostituito al meglio nè da Gabbiadini nè dal folletto Mertens, decisamente più utile quando parte dall'esterno piuttosto che come falso nueve.
Nelle prime sette giornate, con l'attaccante polacco al centro del tridente, il Napoli aveva d'altronde ottenuto quattro vittorie, due pareggi e una sconfitta mentre nelle ultime sette lo score recita tre vittorie, due pareggi e due sconfitte, entrambe arrivate negli scontri diretti contro Roma e Juventus.
A questo punto però a finire sul banco degli imputati, oltre ad alcuni singoli, c'è anche Sarri che pure contro il Sassuolo non ha mai abbandonato il 4-3-3 di partenza sacrificando Insigne per fare entrare Giaccherini e lasciando fuori per tutta la partita l'ottimo Zielinski.
La sensazione, come peraltro già richiesto a voce alta da De Laurentiis qualche settimana fa, è infatti che senza il lungodegente Milik e in assenza di una valida alternativa l'unica soluzione per il Napoli sia quella di variare modulo. Magari affidandosi al 4-3-1-2 proprio con Zielinski dietro le due punte.
Soluzione che permetterebbe agli uomini di Sarri di provare a sfondare per vie centrali ed evitare troppi cross dagli esterni, spesso preda dei difensori avversari senza una prima punta di peso in grado di tramutarli in goal.

