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Serie A

Bentancur a DAZN: "Alla Juventus ho capito che si deve vincere e basta"

13:32 CET 21/12/18
Rodrigo Bentancur - Juventus
Rodrigo Bentancur ha parlato ai microfoni di DAZN: "Quando arrivai in Italia fui preso dal panico. Ronaldo eccezionale, sembra un ragazzino".

Alla Juventus sta vivendo la stagione della sua consacrazione, merito di Allegri che gli sta dando sempre più fiducia nel centrocampo titolare: Rodrigo Bentancur è cresciuto a vista d'occhio rispetto alla scorsa annata, quando svolse con profitto il ruolo di riserva.

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Intervistato da DAZN, Bentancur ha ricordato quando scoprì che il trasferimento a Torino, dopo aver giocato nel Boca Juniors, fosse davvero possibile.

"Quando mi dissero della possibilità di venire alla Juve fui preso dal panico. Pensavo: ora devo andare in Italia, solo con mio padre, lasciare la mia famiglia, imparare l’italiano, come faccio? Alla fine ero molto contento, ma anche bel pò spaventato".

La paura iniziale venne sostituita dall'accoglienza calorosa riservatagli dai compagni, il cui spirito è rimasto ben impresso nella testa dell'uruguaiano.

"Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: ‘Qui bisogna vincere e basta".

Una crescita fisica e tecnica, un percorso positivo con mister Allegri come mentore di successo.

"Ne parlavo anche con lo staff qui, io è come se avessi fatto una preparazione lunga un anno e mezzo. Sono arrivato molto esile, ora ho preso 6kg di massa muscolare. Sono migliorato molto. Allegri? E’ stato molto importante, mi ha dato fiducia. Quando non giocavo ed ero scontento, lui mi tranquillizzava, mi diceva: Rodrigo tranquillo, non voglio bruciarti, vedrai che toccherà anche a te”.

Dopo i Mondiali dove lo ha affrontato da avversario, il sogno di giocare insieme a Cristiano Ronaldo si è realizzato.

“Conobbi Ronaldo al Mondiale in Russia, ci incontrammo all’antidoping dopo Portogallo-Uruguay, eravamo io, lui e Luis Suarez. Mi riconobbe e mi chiamò per nome, non ci potevo credere. La prima volta che l’ho visto allenarsi qui a Torino ho pensato: è un animale. La maniera in cui si allena è eccezionale, dà sempre il 100% e poi in gruppo sembra un ragazzino, scherza sempre".