In attesa del verdetto sul ricorso presentato dalla Roma contro la squalifica di due giornate inflitta a Kevin Strootman dopo i fatti del derby, il direttore generale giallorosso Baldissoni ha chiesto il pieno rispetto delle regole.
La Roma spera: il caso Strootman come Zalayeta
"Abbiamo espresso le nostre considerazioni e attendiamo fiduciosi - ha commentato al termine dell'udienza in Corte d'Appello, alla quale era presente anche Strootman - riteniamo che non ci fosse accesso alla prova tv per un caso del genere.
C'è un'interpretazione un po' estensiva e a noi queste estensioni della giustizia sportiva preoccupano sempre perché vanno a mettere in discussione la certezza delle regole e del diritto, presupposto fondamentale in una competizione sportiva".
Una conferma della squalifica rischierebbe di falsare il campionato secondo Baldissoni: "Andare ad immaginare una norma pensata per una simulazione evidente di fronte ad un caso di simulazione parziale apre nuovi fronti. E ogni nuova frontiera che mette in dubbio la solidità dell'impianto sportivo esistente pone a rischio la regolarità del campionato e gli interessi di tutti".
Baldissoni ha poi replicato a Marotta, che lo ha accusato di parlare da tifoso: "Ha detto cose giuste perché sicuramente io sono un tifoso e anche abbastanza orgoglioso di esserlo. Ha anche detto che Gandini è serio, preparato e competente, e lo è assolutamente.
Mi ha anche suggerito di confrontarmi con lui, ma in realtà già lo faccio tutti i giorni visto che lavoriamo insieme e pensavamo che questo Marotta lo sapesse".
Infine Baldissoni ribadisce come sia necessario che il ricorso venga accolto: "Marotta sa perfettamente quanto è importante che le motivazioni discutibili che sono alla base di questa squalifica non passino al vaglio della Corte perché sa che è un interesse di tutti mantenere la certezza del diritto, e infatti è d'accordo con noi sui presupposti del ricorso.
Pessimismo e ottimismo non sono categorie che si applicano, abbiamo parlato di temi giuridici e immaginiamo che vengano valutati per quello che sono dalla Corte, composta da giudici competenti".



