Giovedì il Governo prenderà in mano il dossier del calcio e convocherà i vertici per discutere il ritorno in campo. L'anticipazione era stata data già dal Premier Giuseppe Conte , che sulle pagine del 'Fatto Quotidiano' ha annunciato che si farà il punto sulla ripresa del campionato e degli allenamenti.
“Convocheremo anche il mondo dello sport e del calcio, insieme al ministro Spadafora, per fare il punto. Non ho ancora messo mano al dossier calcio, sentiremo e concorderemo. C’è il ministro, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è giusto che tutti gli stakeholders del calcio e dello sport abbiano un confronto col governo ai massimi livelli".
Una notizia confermata dallo stesso Ministro dello Sport tramite un'informativa alla Camera dei Deputati nel pomeriggio di mercoledì.
“Per il calcio, la FIGC ha proposto un protocollo sul quale il comitato tecnico-scientifico ha ritenuto dover fare degli approfondimenti. L’audizione avverrà domani e speriamo possa servire per dare il via libera al protocollo visto che il calcio non permette né distanze di sicurezza, né l’utilizzo di dispositivi di protezione. Auspichiamo che tutti i campionati riprendano , ma oggi è impossibile dare una data precisa per la ripresa del campionato perché dovremo controllare la curva dei contagi nelle prossime due settimane. Gli unici campionati che hanno date certe per ora sono quelli che sono stati già bloccati”.
Sulla confusione politica è intervenuta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che al 'Corriere dello Sport' si è schierata in favore della ripresa, criticando il comportamento del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.
"Non mi risulta che il calcio abbia chiesto aiuti economici al governo, è perfettamente in grado di fare da solo, se messo nella condizione di agire. È un settore economico che genera ricchezza e distribuisce risorse anche agli altri sport e allo sport di base. Mi chiedo perché il ministro Spadafora non abbia mai fornito una risposta logica alla domanda ‘perché vuole chiuderlo?’. A dire il vero, non ha mai dato nemmeno una risposta".
Intanto c'è una data per un altro incontro atteso: quello tra la FIGC e il Comitato Tecnico Scientifico, stabilito per analizzare il protocollo relativo alla ripresa degli allenamenti delle formazioni di Serie A. Si tratta di un incontro decisivo, dal quale passa il futuro della Serie A: dalla ripresa degli allenamenti collettivi delle squadre, dopo che molte delle formazioni italiane hanno già annunciato il ritorno nei centri sportivi in forma individuale dei propri calciatori, alla continuazione vera e propria del campionato.
In attesa della riunione con il Comitato Tecnico Scientifico, è invece slittato il Consiglio nel quale si sarebbe dovuto parlare delle possibili date della ripartenza della Serie A, delle modalità con le quali si sarebbero dovuti svolgere gli allenamenti, di tutti gli scenari del prossimo futuro: doveva svolgersi venerdì 8 maggio in Federazione, ma è stato rimandato. A confermarlo è stata la stessa Federcalcio attraverso un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale.“La riunione del Consiglio Federale programmata l’8 maggio è stata posticipata per la necessità di maggiori approfondimenti. Per consentire al sistema calcio di fronteggiare la crisi contingente, il Consiglio Federale sarà prossimamente riconvocato con all’ordine del giorno le tematiche inerenti la ripresa dell’attività sportiva e per stabilire le linee guida per l’iscrizione ai prossimi campionati”.
Intanto, secondo il 'Corriere dello Sport', i club affrontano un'altra grana: gli allenamenti 'facoltativi' considerati prestazione dai giocatori e il pagamento degli stipendi. Alcuni avrebbero inviato una lettera al proprio club affermando che allenarsi non sarà una scelta 'autonoma'. Damiano Tommasi, presidente dell'AIC, a 'Fase Pier' ha espresso alcune perplessità sulla ripresa e posto dubbi sul protocollo che si sta pensando.
"Chi si prende il rischio di far ripartire il calcio se il rischio non è zero? Bisogna partire al momento giusto e con il protocollo ideale. È pensato per la ripresa degli allenamenti ma non quella delle partite ufficiali, non per i viaggi, gli spostamenti, le trasferte e l'incrocio di due squadre. Oggi ci mancano alcuni elementi. Non abbiamo alcune risposte e questo genera incertezza, mancano le date".
