Nonostante la conclusione della carriera si stia ormai avvicinando a passi da gigante, lo stesso Farioli si è calcisticamente innamorato sin da subito di Thiago Silva. Quando il Porto glielo ha messo a disposizione, i suoi occhi hanno cominciato a brillare.
"Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di avere capitani o giocatori di uno spessore altissimo, umano e per quanto riguarda carriere e trofei vinti - diceva qualche mese fa in un'intervista esclusiva a GOAL l'ex allenatore dell'Ajax - Dante, Jordan Henderson... e Thiago. È arrivato qua con grande disponibilità, con la voglia di mettersi al servizio di una squadra che stava lottando su tre fronti, con la voglia e la curiosità di continuare a migliorarsi, di imparare cose nuove".
"Allo stesso tempo - ha proseguito il tecnico italiano - dal mio punto di vista, vedere un campione del suo calibro che sembra non avere età, perché ha ancora l'agilità di un ragazzo di 20 anni, e soprattutto con una voglia di giocare a calcio impressionante. Aggiungiamo a tutto questo il suo curriculum, la sua esperienza, il suo palmares, la sua mentalità vincente e la sua innata leadership: tutti questi elementi hanno fatto sì che il contributo di Thiago come giocatore e come leader del gruppo abbiano aiutato, facilitato e velocizzato il nostro processo di crescita, consolidandolo nei momenti in cui abbiamo avuto difficoltà".
"In sei mesi non gli ho visto sbagliare un colpo di testa, una deviazione, una respinta. Stiamo parlando di un giocatore che è, senza ombra di dubbio, tra i 10 più grandi difensori della storia del calcio".