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Thiago Silva FluminenseGetty Images

Ufficiale, Thiago Silva torna al Fluminense: chiuderà la carriera a Rio de Janeiro dopo i 5 mesi al Porto

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La carta d'identità dice che gli anni sono 41 e a settembre diventeranno 42. Ma Thiago Silva è sempre Thiago Silva: un monstro, come lo chiamano in Brasile. E come viene da tutti considerato al Fluminense.

Il rapporto è ricominciato per l'ennesima volta: il Flu ha ufficialmente annunciato il ritorno a casa dell'ex difensore del Milan, che ha firmato un contratto di sei mesi, fino alla conclusione del 2026.

Le polemiche degli scorsi mesi, insomma, sono alle spalle. Perché no, la separazione di gennaio per andare al Porto non era stata per nulla amichevole.



  • L'ADDIO E LE POLEMICHE

    Thiago Silva, chiusa una stagione che aveva visto il Fluminense qualificarsi alla Copa Libertadores grazie al quinto posto in campionato ma anche arrivare in semifinale al Mondiale per Club, aveva deciso di andarsene.

    Una decisione a sorpresa, motivata sia dalla chiamata del Porto che dall'apparente desiderio di rimanere vicino alla famiglia. Che però vive a Londra, città dove l'ex rossonero abitava ai tempi del Chelsea.

    In realtà, Thiago Silva non ha mai spiegato a fondo le ragioni che lo hanno portato a lasciare Rio de Janeiro e il Brasile a 41 anni. Tra le motivazioni ci sarebbe stata anche qualche scelta del club sul mercato non gradita dal calciatore.

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  • IL TRIONFO COL PORTO

    Il Porto, in ogni caso, rappresentava qualcosa di speciale nella carriera di Thiago Silva. Da giovanissimo, il brasiliano aveva già indossato la maglia dei Dragoni. Ma mai a livello di prima squadra.

    Si era fermato alla squadra B, Thiago. Poi era stato ceduto in prestito alla Dinamo Mosca, ma nella Capitale russa gli era stata diagnosticata la tubercolosi. Storia piuttosto nota, con tanto di operazione già programmata per togliergli un pezzo di polmone, evitata solo grazie all'intervento di Ivo Wortmann, il suo allenatore, brasiliano come lui.

    Thiago Silva ha poi vinto la battaglia grazie a un trattamento aggressivo contro la tubercolosi, è tornato a giocare, è esploso proprio al Fluminense. Quindi il Milan, il PSG, il Chelsea, di nuovo il Flu. Ma col Porto aveva qualcosa in sospeso e a gennaio ha deciso di saldarlo, tornando a giocare in Portogallo.

    È andata bene: il Porto di Francesco Farioli ha vinto il campionato e Thiago Silva ha fatto il suo, collezionando 14 presenze tra tutte le competizioni pur tra qualche panchina di troppo. Al termine della stagione il rapporto con i Dragoni si è chiuso per fine contratto, non rinnovato.

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  • LA STIMA DI FARIOLI

    Nonostante la conclusione della carriera si stia ormai avvicinando a passi da gigante, lo stesso Farioli si è calcisticamente innamorato sin da subito di Thiago Silva. Quando il Porto glielo ha messo a disposizione, i suoi occhi hanno cominciato a brillare.

    "Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di avere capitani o giocatori di uno spessore altissimo, umano e per quanto riguarda carriere e trofei vinti - diceva qualche mese fa in un'intervista esclusiva a GOAL l'ex allenatore dell'Ajax - Dante, Jordan Henderson... e Thiago. È arrivato qua con grande disponibilità, con la voglia di mettersi al servizio di una squadra che stava lottando su tre fronti, con la voglia e la curiosità di continuare a migliorarsi, di imparare cose nuove".

    "Allo stesso tempo - ha proseguito il tecnico italiano - dal mio punto di vista, vedere un campione del suo calibro che sembra non avere età, perché ha ancora l'agilità di un ragazzo di 20 anni, e soprattutto con una voglia di giocare a calcio impressionante. Aggiungiamo a tutto questo il suo curriculum, la sua esperienza, il suo palmares, la sua mentalità vincente e la sua innata leadership: tutti questi elementi hanno fatto sì che il contributo di Thiago come giocatore e come leader del gruppo abbiano aiutato, facilitato e velocizzato il nostro processo di crescita, consolidandolo nei momenti in cui abbiamo avuto difficoltà".

    "In sei mesi non gli ho visto sbagliare un colpo di testa, una deviazione, una respinta. Stiamo parlando di un giocatore che è, senza ombra di dubbio, tra i 10 più grandi difensori della storia del calcio".



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  • ALTRI SEI MESI (ALMENO)

    Thiago Silva deve lasciarsi alle spalle la delusione della mancata convocazione da parte di Carlo Ancelotti per i Mondiali: decisione attesa, ma qualcuno sperava ancora in un clamoroso ritorno per dare solidità alla retroguardia dell'italiano.

    La nuova/vecchia sfida, dunque, si chiama di nuovo Fluminense. Squadra che al momento è terza in campionato e agli ottavi di finale di Copa Libertadores, e che in rosa ha altri grandi vecchi del calcio brasiliano e sudamericano come Hulk (altro ex Porto) e il portiere evergreen Fabio, 46 anni a settembre.

    L'ex milanista, che ha firmato fino a dicembre ma potrebbe anche prolungare, porterà leadership e qualità a una difesa che nella prima parte della stagione ha sofferto moltissimo, riuscendo solo in rare occasioni a uscire imbattuta dal campo. E intanto tenterà di riconquistare un tifo ferito dalla sua partenza a gennaio. Spoiler: ci metterà pochissimo.

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