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Tudor Douglas LuizGetty Images

Tudor su Juventus-Lazio, il suo futuro e Douglas Luiz: "Anche Platini ha faticato all'inizio"

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Un passato di gloria contro un passato recente: Juventus-Lazio, anticipo che sabato sera infuocherà l'Allianz Stadium al rientro dalla sosta, non può essere una partita come tutte le altre per Igor Tudor.

Il croato, della Juve, è stato quasi una bandiera. Soprattutto da calciatore, soprattutto negli anni di Marcello Lippi e di Carlo Ancelotti, prima di tornare in panchina nello staff di Andrea Pirlo. Della Lazio è stato invece l'allenatore, anche se per pochi mesi.

Tuttosport ha dunque intervistato lui, il doppio ex, per parlare anche e soprattutto di Juventus-Lazio: una gara dal sapore speciale.

  • "MI ASPETTO UNA BELLA PARTITA"

    "Se la guarderò? Sicuro che la guardo. Io mi aspetto una bella partita con due squadre allenate da due tecnici nuovi, partiti bene con energia e idee nuove. C’è positività intorno a loro. A me piace vedere le azioni da rete e credo che il calcio debba andare in questa direzione. I tifosi li attrai se giochi all’attacco per fare gol e credo che sia Motta che Baroni da questo punto di vista siano partiti col piede giusto".

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  • LA NUOVA JUVENTUS DI THIAGO MOTTA

    "Penso che la sua fase difensiva sia il punto di forza. Per quanto riguarda la sua fase offensiva io la penso come lui: non ci sono più i ruoli fissi, il numero 6, il numero 8 etc. Io credo che sempre di più nel futuro il calcio andrà in questa direzione, meno posizionamento e caos organizzato. Una struttura che si può esprimere con giocatori differenti contando anche sull’attacco dello spazio e la riaggressione. Serve ovviamente una grande condizione fisica. Ai giocatori si dà una libertà di movimento all’interno di un gioco studiato. Il calcio troppo posizionale è superato, è anche più facile da leggere. Ora si va nell’area avversaria con i difensori e si difende anche con gli attaccanti. Diciamo che il precursore, il primo è stato Gasperini. Motta non è Gasperini, ma ha fatto suoi alcuni principi".

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  • LE ESPERIENZE ALLA JUVE E ALLA LAZIO

    "Due cose diverse. Nella Juve ho creato il mio Dna avendoci vissuto 8 anni quando ero giovane, il club mi ha dato l’impronta di cosa sono diventato. Alla Lazio nei tre mesi mi sono divertito tanto con lo staff, i giocatori e il club. È stato fatto un bel lavoro anche a Roma".

  • DOVE VORREBBE ALLENARE

    "Non fa differenza, l’importante è la condivisione del progetto e dei pensieri con il club, con i dirigenti. Vedere il calcio nello stesso modo per come costruire e gestire una squadra. Rispettando i ruoli di tutti".

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  • SU DOUGLAS LUIZ... E PLATINI

    "Io alla prima partita ho fatto gol con il Perugia, sono partito alla grande. Se hanno scelto Douglas vuol dire che è bravo, anche Platini ha faticato all’inizio, quelli forti escono sempre".

  • SU VLAHOVIC

    "Non mi permetto di dare consigli a chi sa fare bene il suo lavoro come Giuntoli che ha preso gli uomini giusti per questo allenatore e per vedere il calcio che piace. Vlahovic per me è fortissimo, avrà sbagliato qualche gol ma ne ha fatti e ne farà tanti: può arrivare a 25-30 in questa stagione".

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