A Samsun, sulle coste del Mar Nero, milita il Samsunspor Kulübü. Non è certo una delle migliori squadre del campionato turco, ma gli ammiratori stranieri del calcio locale conoscono bene il club, abituati anno dopo anno - escludendo le cadute in seconda serie - a vederla di fronte alle regine assolute di Istanbul e al massimo Trebisonda.
Il Samsun 19 Mayıs Stadium è caldo, ma difficilmente pieno in ogni ordine di posto. Ha dei tifosi entusiasti, ma non infuocati come quelli di Galatasaray e Fenerbahce. Sognano, prima o poi, di lottare al vertice e non solo di sopravvivere stagione dopo stagione.
Si sogna nei vari angoli della città, verso grandi obiettivi. E poi ci sono loro, i bambini. Semplicemente entusiasti per il calcio, non ancora forti vittime della rivalità e del successo ad ogni costo. Come Çınar Özkan, che ogni settimana si posiziona in un punto strategico della città, dove i suoi beniamini passano per raggiungere lo stadio nel giorno della partita.
Çınar, di volta in volta, saluta i giocatori del Samnuspor con i piccoli guanti da portiere - il suo ruolo preferito - per augurare buona fortuna. E magari essere notato: come è finalmente successo.
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