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Stella sulla maglia per la decima Coppa Italia dell'Inter? Cosa dice il regolamento e perché la Juventus non l'ha messa

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Stella o non stella sulla maglia per la vittoria della decima Coppa Italia? L’idea, rilanciata dal presidente dell’Inter Beppe Marotta, accende il dibattito nel calcio italiano.

Un’ipotesi che al momento resta sospesa tra suggestione e assenza di regole, ma che è tornata d’attualità dopo le parole del numero uno nerazzurro.

Marotta ha aperto alla possibilità in caso di nuovo successo, anche se al momento il regolamento non comprende riferimenti chiari e non ci sono precedenti ufficiali.

  • COSA HA DETTO MAROTTA

    L’ipotesi di una “stellina” per celebrare dieci Coppe Italia era stata rilanciata direttamente dal presidente dell’Inter, Beppe Marotta.

    Ai microfoni di Radio Anch’io Sport, il numero uno nerazzurro aveva dichiarato:

    “Sarebbe bellissimo per noi e soprattutto per Chivu se riuscissimo a vincere anche questa competizione e avere il diritto di avere questa stellina per le dieci Coppe Italia vinte dall’Inter”.

    Prima della finale di Coppa Italia, però, Marotta ha fatto dietrofront:

    "No, sinceramente il regolamento non lo prevede neanche. Per cui l'importante è vincere, sarebbe una stella metaforica, qualcosa di lucciante".

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  • COSA DICE IL REGOLAMENTO

    Sul piano normativo, infatti, non esiste alcuna disposizione che disciplini l’assegnazione di stelle per le Coppe Italia.

    Né i regolamenti della competizione, né quelli della Lega Serie A o della Federcalcio prevedono automatismi in questo senso.


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  • LA STELLA PER GLI SCUDETTI

    Una situazione analoga riguarda anche la stella d’oro per gli scudetti, diventata nel tempo una tradizione più che una regola codificata.

    L’origine di questa consuetudine risale alla Juventus, che negli anni ’50, dopo un riconoscimento ricevuto dal Coni, decise sotto la presidenza di Umberto Agnelli di riprodurre il simbolo sulla maglia.

    L’unico riferimento ufficiale resta la decisione del Consiglio Federale del 1958, che autorizzò la prima stella d’oro.

    Da allora, la pratica è proseguita senza regole precise, con variazioni nel design e nella posizione delle stelle, purché approvate da Lega e Figc.

    Lo stesso iter venne seguito negli anni successivi dall’Inter nel 1966 e dal Milan nel 1979, fino alle evoluzioni più recenti, tra cui la terza stella juventina maturata sul campo nel 2012 e riconosciuta a livello federale nel 2014, e l’ultima aggiunta interista nel 2024.


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  • PRECEDENTE JUVE E LA SCELTA NEL 2015

    Il caso più vicino alla situazione attuale riguarda ancora la Juventus, che conquistò la decima Coppa Italia nel 2015 ma non avanzò alcuna richiesta per una stella celebrativa.

    La decisione fu presa sotto la guida di Andrea Agnelli, in un contesto segnato da rapporti tesi con la Figc legati proprio alla questione delle stelle e al conteggio degli scudetti.

    All’epoca, lo stesso Marotta, allora dirigente bianconero, aveva parlato della “ferita non rimarginata di Calciopoli” e dei “33 scudetti vinti sul campo”.


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  • NESSUNA RICHIESTA

    Nonostante il tema torni in auge periodicamente, nessun club ha mai presentato una richiesta formale per introdurre una stella legata alla Coppa Italia.

    Anche nel caso dell’Inter, l’eventuale iniziativa resterebbe subordinata all’approvazione delle autorità calcistiche, senza particolari ostacoli prevedibili ma in assenza di precedenti.

  • LA FINALE DI COPPA ITALIA

    Mercoledì 13 maggio l’Inter disputerà la finale di Coppa Italia contro la Lazio all’Olimpico di Roma, una sfida in cui i nerazzurri vanno a caccia del decimo trionfo nella competizione.

    Un traguardo che potrebbe essere celebrato proprio con la stella d’argento sulla maglia, un tema che potrebbe tornare d’attualità in caso di trionfo nell’ultimo atto.

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