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Jonathan Rowe BolognaGetty Images

Rowe torna sulla rissa con Rabiot al Marsiglia: "De Zerbi e Benatia non hanno visto il suo primo pugno"

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Il talento di Jonathan Rowe, dopo qualche mese di adattamento al nostro campionato, è sbocciato.


L'ala inglese si è preso il Bologna e la Serie A, mettendosi in mostra all'insegna di una qualità che il Marsiglia ha scelto di non godersi in seguito all'ormai celebre e virale rissa con Adrien Rabiot.


Anche il francese ha salutato l'OM, ricongiungendosi con Massimiliano Allegri al Milan: trait d'union, lo scontro fisico andato in scena con Rowe dopo la sconfitta di Rennes.


Ecco cosa ha raccontato l'esterno offensivo britannico, intervistato da The Athletic, con annessa parentesi sulle metodologie d'allenamento volute da Roberto De Zerbi durante la convivenza Oltralpe e sul debole per Khvicha Kvaratskhelia.

  • "NON VISTO IL PRIMO PUGNO DI RABIOT"

    "Il fatto è che De Zerbi e Mehdi (Benatia, ndr), il direttore sportivo, non hanno visto il primo pugno che Rabiot ha tirato all’inizio. Hanno visto solo me reagire e colpirlo. Quindi probabilmente hanno pensato che l’avessi colpito senza motivo. Ho dovuto spiegarmi dopo".


  • "NEGLI SPOGLIATOI SUCCEDE SPESSO"

    "Gli animi erano accesi. Le cose sono sfuggite di mano. Succede spesso negli spogliatoi, più di quanto la gente probabilmente immagini".


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  • "DURANTE GLI ALLENAMENTI DI DE ZERBI MI ANNOIAVO"

    "A volte durante gli allenamenti mi annoiavo un po', perché il lavoro di costruzione era concentrato soprattutto sui difensori e sui centrocampisti per portare la palla a noi attaccanti".


    "Stavi lì fermo sotto il sole caldo per ore. Ma in un certo senso allena il cervello a restare concentrato indipendentemente da quello che succede in partita. Magari tocchi il pallone una volta ogni 10 o 15 minuti ma quando lo ricevi devi essere decisivo o creare qualcosa".

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  • "IN RITIRO A ROMA NEI BOSCHI ALLE 4 DEL MATTINO"

    "Non avevo mai fatto una cosa del genere prima. Non sapevo nemmeno che fosse permesso nel calcio": il racconto di Rowe sul ritiro organizzato a Roma da De Zerbi l'anno scorso dopo un ko col Reims, inizia così.


    "Siamo andati nel mezzo del nulla, nei boschi, al freddo. Ci svegliavamo alle 4 del mattino. Andavamo a correre o camminavamo nei boschi. Poi facevamo flessioni, esercizi con le torce accese nel buio totale e poi un’altra camminata. Dopo facevamo sprint in salita. Sai quei fuochi d’artificio, i fumogeni, qualunque cosa usino i tifosi allo stadio? Lui ne apriva uno e iniziava a camminare come se fossimo dei vichinghi".

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  • "CHIEDO SEMPRE CLIP DI KVARATSKHELIA"

    "Kvaratskhelia gioca a sinistra come faccio io la maggior parte del tempo. Chiedo sempre che mi mandino sue clip. Quel piccolo movimento e il rientro verso il centro per calciare sul palo lontano. Cerco di inserire questa giocata nel mio gioco".