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Lois Openda JuventusGetty Images

Scatta l'obbligo di riscatto di Openda alla Juventus: i bianconeri matematicamente tra le prime 10, la formula e le cifre per l'acquisto del belga

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Otto mesi fa la Juventus chiudeva il calciomercato con un colpo last minute: dopo i numerosi tentativi per Randal Kolo Muani e i continui rifiuti del PSG, i bianconeri viravano e chiudevano in poche ore per Lois Openda.

Un profilo individuato per completare la finestra estiva e che sembrava destinato, in coppia con Jonathan David, ad anticipare l’addio a parametro zero di Dusan Vlahovic al termine della stagione.

In poco più di mezza stagione, però, quella sensazione si è non solo dissolta, ma si è addirittura trasformata in un peso che, ad oggi, appare come uno degli investimenti meno riusciti dei bianconeri negli ultimi anni.

  • LA JUVENTUS È MATEMATICAMENTE TRA LE PRIME 10

    Non era in discussione, ma ora è ufficiale: la Juventus chiuderà la stagione 2025/26 tra le prime dieci in Serie A.

    Con il successo contro l’Atalanta, infatti, i bianconeri salgono a quota 60 punti, portandosi a +18 sul Sassuolo undicesimo, sconfitto al Ferraris dal Genoa.

    A sei giornate dalla fine e con gli scontri diretti favorevoli (0-3 all’andata al Mapei e 1-1 al ritorno all’Allianz Stadium), la Juventus è aritmeticamente certa di restare davanti ai neroverdi.

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  • SCATTA IL RISCATTO DI OPENDA: LA FORMULA

    Cosa implica il fatto che la Juventus sia ufficialmente tra le prime dieci classificate?

    Il riscatto di Openda diventa ora obbligatorio: i bianconeri, infatti, avevano chiuso l’operazione per l’attaccante belga con la formula del prestito con diritto di riscatto, destinato a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni, tra cui proprio il raggiungimento del decimo posto in Serie A in questa stagione.

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  • LE CIFRE: QUANTO SPENDE LA JUVENTUS PER OPENDA?

    Il riscatto di Openda si rivela un conto piuttosto salato per la Juventus.

    Nelle casse del Lipsia, infatti, oltre ai 4 milioni già versati per il prestito, i bianconeri dovranno corrispondere altri 40,5 milioni, dilazionabili in quattro anni.

    Diventa così ancora più fondamentale per la Juventus conquistare un posto nella prossima Champions League, così da ammortizzare l’investimento attraverso i ricavi garantiti dall’accesso alla massima competizione europea.

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  • LA STAGIONE DI OPENDA

    Due reti in 31 presenze complessive in bianconero, una in Serie A (in 23 partite) e una in Champions League, contro il Bodo/Glimt nella fase a campionato.

    Numeri decisamente insufficienti per un attaccante da oltre 40 milioni di euro, tanto che Spalletti - che al suo arrivo aveva provato in tutti i modi a stimolarlo - sembra aver perso completamente fiducia in lui.

    Dallo scorso marzo, giorno del 3-3 contro la Roma in cui era entrato all’89’, Openda non ha più visto il campo, collezionando cinque panchine consecutive contro Pisa, Udinese, Sassuolo, Genoa e Atalanta.

    Nel frattempo sono tornati Vlahović - poi di nuovo ai box - e Milik, che lo hanno scavalcato nelle gerarchie, insieme a Boga, oggi preferito come riferimento centrale nonostante la concorrenza nel reparto offensivo.

    Il futuro di Openda sembra sempre più lontano dalla Juventus, anche se, a tutti gli effetti, il belga è ufficialmente di proprietà bianconera e difficilmente questo investimento rientrerà integralmente nelle casse della Vecchia Signora.

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