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Rafael Leao MilanGetty Images

Rafael Leão: "Io porto qualcosa di diverso, c'è chi segna 30 goal ma non sa fare un passaggio"

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Parla Rafael Leão. In attesa di scendere in campo per la prima partita ufficiale della nuova stagione con il Milan, il funambolo portoghese ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.

Una chiacchierata nella quale Leão ha intanto annunciato una svolta a livello personale: tra pochi mesi diventerà papà di due gemelli. Una lieta notizia extracampo che fa il paio con la volontà di essere più decisivo - o più "cattivo", come ha spiegato lui stesso - dentro il terreno di gioco.

E poi, all'interno dell'intervista alla Gazzetta c'è stato spazio anche per una piccola polemica: nei confronti del calcio dei dati e della diversa valutazione che si dà a uno come lui e a un collega che, magari, "non riesce a fare un passaggio ma segna 30 goal viene messo sopra a tutti".

  • PADRE TRA POCHI MESI

    "Diventerò papà tra poco di due gemelli - le parole di Leão - Dovrebbero nascere a novembre. Sono sicuro che sarà un'esperienza molto carina, a me i bambini piacciono. Diciamo che ho ancora un altro motivo per dare valore alla mia famiglia e continuare a lavorare per lei. Come li chiameremo? Rodrigo e Tiago".

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  • "IO PORTO QUALCOSA DI DIVERSO"

    Quindi, ecco la frecciata nei confronti delle analisi del calcio moderno:

    "Quando ero piccolo, mi piaceva dribblare e fare assist. Guardavo tutti, soprattutto Xavi e Iniesta che facevano passaggi di 30 metri, o anche solo di 5 per mettere un attaccante davanti alla porta. Non sono egoista. I miei preferiti sono sempre stati Ronaldinho, CR7 allo United, tutti quelli che facevano giocate o passaggi incredibili. Io mi vedo così, porto qualcosa di diverso.

    Il calcio adesso è solo numeri, è chiaro che i numeri sono importanti ma non valorizzano più i talenti. Chi non riesce a fare un passaggio ma segna 30 goal viene messo sopra a tutti, anche a chi porta qualcosa di diverso. Il calcio però è dare spettacolo e vincere, per quello ci vengono a vedere".

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  • "POSSO ESSERE UNO DEI MIGLIORI AL MONDO"

    "La gente a volte non capisce le cose del calcio ma non mi dà fastidio. Le uniche critiche che ascolto sono quelle del mio allenatore, dei dirigenti, di chi sta al Milan. Qui mi vogliono bene, sanno dove posso arrivare e lo so anch'io: posso essere uno dei migliori, non solo al Milan ma nel mondo".

  • IL RAPPORTO CON IBRAHIMOVIC

    Chiusura con Zlatan Ibrahimovic, ieri compagno di squadra e oggi figura parallela a quelle dirigenziali:

    "Quando giocavamo l'amicizia era diversa, lo avevo sempre al mio fianco. Ora se ho bisogno, so che posso chiamarlo a qualsiasi ora. È una delle persone che possono portarmi a un altro livello. Che consigli dà? Mi parla di mentalità, dice che in campo devo essere più cattivo. Se è un nuovo obiettivo per il prossimo anno? Sì, corretto".

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