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Neto JuventusGetty Images

Quando Neto diceva: "Alla Juventus non ero contento, ho perso la voglia". Cos'è cambiato da allora

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Norberto Neto è il nuovo portiere della Juventus. A Torino hanno scelto lui per tamponare l'emergenza nata dal gravissimo infortunio capitato a Kamil Grabara, che si è lesionato il crociato e ne avrà per un bel po'.

Per Neto si tratta di un ritorno: il portiere brasiliano aveva già indossato per due anni la maglia bianconera. Lo aveva fatto dall'estate del 2015, anno in cui la Juve lo ha prelevato dalla Fiorentina, a quella del 2017, i giorni dell'addio - o meglio: con il senno di poi, dell'arrivederci - per andare a Valencia.

Neto e la Juventus, in quella circostanza, non si erano salutati in maniera serenissima. Ed era stato lo stesso calciatore a far capire il proprio stato d'animo in un'intervista rilasciata a Fox Sports qualche mese dopo il passaggio al Valencia.


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  • "NON ERO CONTENTO"

    Neto si è sfogato nel novembre del 2017, raccontando la sensazione d'impotenza vissuta a Torino. Normale, forse, quando davanti a te hai uno come Gigi Buffon. Ma l'ex viola si sarebbe atteso lo stesso qualche cosa di più.

    "Non ero contento - diceva in quell'occasione - Non ho sentito la fiducia, quello che facevo non era importante. Ho perso la voglia perché vedi che quello che fai non è importante. Alla Juve era così. E allora per questo ho deciso di andare in un posto in cui mi davano almeno la possibilità".

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  • "RIMASTO DUE ANNI AD ASPETTARE"

    La speranza di Neto, come da lui stesso precisato, non era comunque quella di rubare il posto a Buffon. Semplicemente, il brasiliano si sarebbe atteso un po' di spazio in più. Che però non è arrivato.

    "Alla Juventus sono rimasto due anni ad aspettare cose che non sono successe - diceva ancora in quell'intervista - Non pensavo di scavalcare Buffon, ma pensavo a lavorare e fare il meglio dentro al campo e cercare di dimostrare che ero a disposizione e all'altezza di poter giocare titolare".

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  • COS'È CAMBIATO DA ALLORA

    Parecchio è cambiato da allora a oggi. Cominciando dall'età di Neto: nel 2017, al momento dell'addio alla Juventus, ne aveva 28, mentre oggi sono diventati 37.

    Se ai tempi il brasiliano era un giocatore nel pieno della carriera, con legittime ambizioni di dimostrare il proprio valore in campo, oggi la situazione è ben diversa. Così come è diverso l'appeal del calciatore, peraltro reduce da un'esperienza poco positiva al Botafogo.

    Neto, insomma, si è visto piovere dal cielo un'opportunità che mai avrebbe pensato di ricevere. Sa di essere agli sgoccioli della carriera, sa di non aver ancora moltissimo da dare, sa che la Juve sarà l'ultimo treno importante del proprio percorso. E ha deciso di salirci. Questa volta, senza pretese.

    Il fatto che Neto abbia accettato di firmare un contratto di meno di un anno, fino al termine della stagione, e con un ingaggio sostenibile dalla Juventus, la dice lunga sulla diversa mentalità con cui il cavallo di ritorno ha deciso di affrontare il suo secondo soggiorno torinese.

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  • VICE VICARIO

    Neto, insomma, sarà a tutti gli effetti il vice di Guglielmo Vicario. Con una gestione che dovrebbe essere diversa da quella che Spalletti e la Juventus avevano in mente per Grabara.

    Se quest'ultimo era considerato una sorta di "secondo portiere titolare", anche se indietro nelle gerarchie rispetto all'ex Tottenham, Neto è a tutti gli effetti un ripiego. Una soluzione d'emergenza, insomma, nata solamente dopo l'infortunio del polacco.

    Neto potrebbe così scendere in campo in alcune partite di Europa League e in Coppa Italia. Da capire invece la sua gestione in campionato. Stavolta, però, al momento della separazione non ci saranno interviste al veleno.

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