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Robert Lewandowsi PolandGetty

Poco ricambio e tante sconfitte: per la Polonia la strada per Euro 2024 si fa in salita

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Quando l’urna ha disegnato i vari gironi di qualificazione per il cammino che porta direttamente ai pass per Euro 2024, sono stati in molti coloro che hanno probabilmente visto nella Polonia la favorita d’obbligo del Gruppo E.

La rappresentativa polacca infatti, non solo può contare su uno dei centravanti più forti del pianeta, Robert Lewandowski, ma è reduce da annate nelle quali ha sempre preso parte ai grandi tornei.

Si è infatti qualificata per gli Europei del 2008, del 2012, del 2016 e del 2020 ed ha preso parte alle ultime due edizioni dei Mondiali, spingendosi fino agli ottavi in Qatar, dove è stata eliminata solo da quella Francia che poi si sarebbe spinta fino ad un passo dal trionfo finale (battuta dall’Argentina ai rigori nell’ultimo atto del torneo).

In realtà, la strada che conduce a Euro 2024, per la Polonia si è fatta via via sempre più in salita, tanto che oggi si riscopre al penultimo posto del suo raggruppamento.

  • UN GIRONE ALLA PORTATA

    A rendere la Polonia la grande favorita del Gruppo E, anche il fatto che sia stata inserita in un girone non propriamente di ferro.

    Sue ‘compagne di viaggio’ sono infatti l’Albania, la Repubblica Ceca, la Moldavia e le Far Oer. Come dire avversarie non impossibili da superare.

    Eppure il cammino della Polonia si è rivelato fin da subito altalenante e scandito da vittorie pronosticabili e sconfitte pesanti.

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  • Robert Lewandowski PolandGetty

    TRE SCONFITTE IN CINQUE PARTITE

    La Polonia è partita subito male. Nella sua prima uscita nel girone, è stata infatti battuta per 3-1 da una Repubblica Ceca capace di trovare i primi due goal nei primi 3’ di gioco a Praga. Una sconfitta netta e senza appello, resa meno pesante solo dalla rete della bandiera siglata da Szymanski all’87’ e a discorso già ampiamente chiuso.

    La Polonia ha poi avuto il merito di ripartire grazie ad un successo per 1-0 contro l’Albania, ma poi è nuovamente caduta in maniera rovinosa (e clamorosa), perdendo sul campo della sorprendente Moldavia dopo aver sciupato un vantaggio di due reti (3-2 il risultato finale).

    Lewandowski e compagni sono ripartiti piegando, secondo pronostico, 2-0 le Far Oer (doppietta proprio di Lewandowski con primo goal su rigore solo al 73’), prima di cadere a Tirana, sconfitta 2-0 da una lanciatissima Albania.

    La classifica del Gruppo E parla di un equilibrio e di una situazione ancora non compromessa, mala Polonia è attesa ora da una corsa ad inseguimento: Albania (5 partite) 10 punti, Repubblica Ceca (4 partite) 8 punti, Moldavia (5 partite) 8 punti, Polonia (5 partite) 6 punti, Far Oer (5 partite) 0 punti).

    Nella prossima uscita, la Polonia sfiderà in trasferta le Far Oer in una partita nella quale non saranno ammessi passi falsi.

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  • IL MANCATO PASSAGGIO GENERAZIONALE

    La Polonia può contare su giocatori di alto livello in ogni zona del campo.

    Da Szczesny a Lewandowski, passando per Zielinski, Krychowiak, Lewandowski e Milik, i grandi nomi non mancano. Semmai è mancato un vero ricambio generazionale, visto che i perni della squadra sono gli stessi ormai da anni.

    Nell’ultima sfida contro l’Albania, è stato schierato un undici titolare dall’età media di oltre 28 anni, una media abbassata sensibilmente dai soli Kwior (23 anni), Kaminski (21 anni) e Szymanski (24 anni).

    Dalla panchina sono poi entrati altri elementi molto esperti, tra i quali anche Grosicki che di primavere ne ha 35.

    A spingere la squadra sono ancora dunque le colonne di una generazione che probabilmente avrebbe meritato di più in termini di risultati per qualità complessiva, ma che per vari motivi non sono mai riusciti a riportare la Nazionale polacca ai fasti di metà anni ’70 ed inizio anni ’80.

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  • 20230124 Fernando SantosGetty Images

    FERNANDO SANTOS

    La cura Fernando Santos sin qui non ha funzionato. Scelto a marzo per raccogliere l’eredità dell’esonerato Michniewicz, il tecnico portoghese non è ancora riuscito a far cambiare marcia alla squadra.

    La Federazione polacca ha scelto di affidarsi ad un tecnico di alto livello e reduce da un’esperienza durata otto anni alla guida del Portogallo e culminata con il trionfo a Euro 2016 ed il successo nella prima edizione della Nations League.

    Un commissario tecnico che ha portato in dote un’enorme dose di esperienza (ha allenato per quattro anni anche la Grecia) e che si è presentato con grandi ambizioni.

    “Quella polacca è una delle migliori Nazionali al mondo. La mia ambizione è sempre quella di vincere tutto, non accetto la parola sconfitta. Voglio lasciare un’eredita, qualcosa per il futuro”.

    Sin qui, delle sei partite da commissario tecnico della Polonia, ne ha vinte tre e ne ha prese altrettante.

    Per portare la Polonia a Euro 2024 servirà certamente maggiore continuità in termini di risultati (positivi).

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