Vicario, di fatto, si è ritrovato la porta sbarrata al momento del ritorno. Antonin Kinsky, proprio colui che si era attirato le risate di scherno miste a compassione di mezzo mondo dopo i disastri del Civitas Metropolitano, ha preso il suo posto e ha dato prova di essere un portiere vero, cosa di cui molti avevano dubitato.
De Zerbi si è ritrovato praticamente costretto a schierare il ventitreenne portiere ceco nel finale di stagione. Ma è con lui che il Tottenham ha prodotto i risultati decisivi per arrivare a una drammatica e soffertissima salvezza.
Kinsky è sceso in campo in cinque partite in assenza di Vicario. Ha tenuto chiusa la porta solo una volta, in casa del Wolverhampton fanalino di coda, ma intanto si è lasciato alle spalle la notte da incubo di Madrid. Con lui tra i pali, durante quel periodo, il Tottenham ha perso soltanto in casa del Brighton.
Decisivo, ad esempio, Kinsky lo è stato alla terzultima giornata contro il Leeds. Al minuto 98, sul risultato di 1-1, ha evitato il goal della sconfitta di Longstaff deviando contro la traversa la sua botta mancina ravvicinata in maniera quasi impercettibile, ma fondamentale. E al termine di quella partita, De Zerbi lo ha esaltato senza troppi giri di parole.
"La qualità più grande di Tony è la personalità. Ha una personalità fantastica e dopo Madrid ha dimostrato, nonostante la sua giovane età, un carattere incredibile. Siamo felici che giochi con noi. Sta migliorando molto. È un buon portiere. Non ho avuto dubbi nei miei primi giorni al Tottenham, perché lo conoscevo già prima di arrivare qui. A Madrid ha sbagliato ed è stato difficile per lui, ma ha una personalità fantastica e un carattere forte".
Risultato: Kinsky è stato mantenuto titolare da De Zerbi anche nelle ultime due partite di Premier League, la prima persa in casa del Chelsea e la seconda vinta contro l'Everton e decisiva per la salvezza. Con Vicario a guardare dalla panchina, interrogandosi sempre più su un presente e un futuro nebulosi.