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Vicario Juventus HDGOAL

Perché Vicario è stato "scaricato" dal Tottenham alla Juventus: da titolare a terzo, cos'è successo con De Zerbi

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Luciano Spalletti, dopo la sgambata in famiglia tra la sua Juventus e la Next Gen, ha spiegato che sì, l'acquisto di Guglielmo Vicario lo ha fatto contento. Ma al contempo non ha nascosto un pizzico di curiosità. E, forse, anche di preoccupazione.

"Non è stato così positivo nell'ultimo periodo al Tottenham e il perché non l'abbiamo ben chiaro", ha ammesso l'allenatore bianconero, aggiungendo comunque che "siamo convinti di aver preso un top. Mai avuto perplessità su di lui".

Già: riprendendo le parole di Spalletti, perché Vicario non è stato così positivo nell'ultima stagione al Tottenham? E soprattutto, perché il connazionale Roberto De Zerbi e gli Spurs hanno deciso di fare a meno di lui, che un tempo era il portiere titolare della squadra?


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  • Vicario TottenhamGetty Images

    LE DIFFICOLTÀ E LA PAPERA COL FULHAM

    Vicario ha giocato dall'inizio alla fine tutte le prime 31 partite di Premier League con il Tottenham. Più una decina in Champions League, in quel caso entrando dalla panchina solo nella celebre andata degli ottavi contro l'Atletico Madrid, la partita in cui Tudor ha scelto Kinsky dal primo minuto.

    L'ex empolese, protagonista solo qualche mese prima della cavalcata che aveva portato gli Spurs a trionfare in Europa League nella finale di Bilbao contro il Manchester United, ha sostanzialmente pagato la stagione tremenda della propria squadra. E anche lui, va detto, ci ha messo del suo con un rendimento non esaltante e troppi goal subiti: addirittura 50.

    L'episodio chiave è datato 29 novembre. In quell'occasione il Tottenham sfidava in casa il Fulham in uno dei tanti derby londinesi. E dopo 6 minuti, con la propria squadra già sotto di un goal, Vicario è uscito dall'area palla al piede e invece di appoggiarla in fallo laterale l'ha rinviata malamente, consentendo a Wilson di andare a segno a porta vuota. Gli Spurs, per la cronaca, quella partita l'hanno persa 2-1.

    Vicario è stato apostrofato con dei booo dai tifosi del Tottenham durante i tocchi di palla successivi e aspramente criticato, tanto che l'allora manager Thomas Frank è dovuto venire in suo soccorso nelle interviste post partita.

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  • L'OPERAZIONE DI MARZO

    Ma la vera sliding door si è concretizzata a marzo. Dopo essersi ripreso il posto da Kinsky e aver giocato il ritorno degli ottavi di Champions League contro l'Atletico Madrid, e pure la gara persa malamente in casa contro il Nottingham Forest qualche giorno dopo, Vicario si è dovuto fermare.

    Il motivo? Un'operazione di ernia. Il club e il calciatore, che già stava scendendo in campo in condizioni non ottimali, l'hanno programmata per la sosta di marzo e dunque durante gli impegni delle Nazionali, per minimizzare impatto e durata della sua assenza. Che però non è stata lo stesso indifferente.

    Vicario è rimasto fuori dai giochi per recuperare dall'operazione per quasi due mesi, di cui uno effettivo di gioco. Alla fine è tornato ad allenarsi a maggio, quando il manager era Roberto De Zerbi. Ma a quel punto, nonostante la nazionalità comune con il bresciano, la situazione era già cambiata.

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  • Antonin Kinsky Tottenham 2:1Getty/GOAL

    L'ASCESA DI KINSKY

    Vicario, di fatto, si è ritrovato la porta sbarrata al momento del ritorno. Antonin Kinsky, proprio colui che si era attirato le risate di scherno miste a compassione di mezzo mondo dopo i disastri del Civitas Metropolitano, ha preso il suo posto e ha dato prova di essere un portiere vero, cosa di cui molti avevano dubitato.

    De Zerbi si è ritrovato praticamente costretto a schierare il ventitreenne portiere ceco nel finale di stagione. Ma è con lui che il Tottenham ha prodotto i risultati decisivi per arrivare a una drammatica e soffertissima salvezza.

    Kinsky è sceso in campo in cinque partite in assenza di Vicario. Ha tenuto chiusa la porta solo una volta, in casa del Wolverhampton fanalino di coda, ma intanto si è lasciato alle spalle la notte da incubo di Madrid. Con lui tra i pali, durante quel periodo, il Tottenham ha perso soltanto in casa del Brighton.

    Decisivo, ad esempio, Kinsky lo è stato alla terzultima giornata contro il Leeds. Al minuto 98, sul risultato di 1-1, ha evitato il goal della sconfitta di Longstaff deviando contro la traversa la sua botta mancina ravvicinata in maniera quasi impercettibile, ma fondamentale. E al termine di quella partita, De Zerbi lo ha esaltato senza troppi giri di parole.

    "La qualità più grande di Tony è la personalità. Ha una personalità fantastica e dopo Madrid ha dimostrato, nonostante la sua giovane età, un carattere incredibile. Siamo felici che giochi con noi. Sta migliorando molto. È un buon portiere. Non ho avuto dubbi nei miei primi giorni al Tottenham, perché lo conoscevo già prima di arrivare qui. A Madrid ha sbagliato ed è stato difficile per lui, ma ha una personalità fantastica e un carattere forte".

    Risultato: Kinsky è stato mantenuto titolare da De Zerbi anche nelle ultime due partite di Premier League, la prima persa in casa del Chelsea e la seconda vinta contro l'Everton e decisiva per la salvezza. Con Vicario a guardare dalla panchina, interrogandosi sempre più su un presente e un futuro nebulosi.

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  • DA PRIMO A TERZO PORTIERE

    Il dibattito su chi sarebbe stato il portiere titolare del Tottenham nella nuova stagione ha preso immediatamente una piega ben precisa: Vicario non è stato nemmeno convocato per la tournée che gli Spurs hanno disputato in Australia e Nuova Zelanda, anche se ufficialmente per una botta presa in allenamento.

    Kinsky, invece, è ufficialmente diventato ufficialmente la prima scelta di De Zerbi. L'ex allenatore di Brighton e Marsiglia è rimasto così convinto e soddisfatto dalle sue prestazioni da consegnargli il posto tra i pali, schierandolo dall'inizio nelle amichevoli e confermando di aver preso una scelta ben precisa.

    "Ho scelto Kinsky perché merita di essere il portiere titolare - ha spiegato De Zerbi qualche giorno fa - È un giocatore con un enorme potenziale. È maturo, ha personalità e credo nelle sue qualità".

    Quanto a Vicario, quest'estate non ha giocato nemmeno un minuto. E nel frattempo ha pure assistito all'arrivo a Londra di un altro portiere: il trentasettenne Martin Dubravka, ex Newcastle e Manchester United, arrivato dal Burnley per fare il secondo proprio di Kinsky.

    L'ennesimo indizio del fatto che i giorni di Vicario al Tottenham erano ormai finiti. E che pensare a una nuova destinazione era diventato necessario. A venire in suo soccorso, dopo che l'Inter ha preso Provedel e il Napoli non ha ceduto nessun portiere, è stata la Juventus. Che per Guglielmo non sarà solo una squadra: sarà un'occasione di riscatto.

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