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Spalletti Juventus GFXGOAL

Perché la Juventus ha deciso di rinnovare con Spalletti a prescindere dal quarto posto: gioco, unità e leadership

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Grandi manovre in corso in casa Juventus: sul tavolo delle discussioni c'è il futuro della squadra che, a meno di colpi di scena clamorosi, avrà alla sua guida ancora Luciano Spalletti.

Il club bianconero sembra aver compiuto la scelta tanto attesa: priorità alla continuità tecnica e alla fiducia a un allenatore che, fin dal suo arrivo, ha saputo dare una nuova identità più forte e solida alla squadra.

Per il rinnovo del contratto del tecnico di Certaldo manca davvero poco: una mossa, quella della società, che arriva a prescindere dalla conquista del quarto posto e di quella Champions League che, con i suoi introiti, condizionerà e non poco la prossima sessione estiva del calciomercato.

  • I DETTAGLI DEL RINNOVO

    Oggi 13 marzo è previsto un vertice alla Continassa tra la dirigenza bianconera e Spalletti, decisivo per raggiungere la fumata bianca in merito al prolungamento dell'accordo in scadenza il prossimo 30 giugno.

    L'annuncio ufficiale potrebbe arrivare a bocce ferme durante la prossima sosta dedicata alle nazionali e in programma a fine mese, quando l'Italia si giocherà l'accesso ai Mondiali nella semifinale dei playoff contro l'Irlanda del Nord e nell'eventuale finale.

    Spalletti dovrebbe firmare un rinnovo fino al 2027 con opzione per l'anno successivo e percepirebbe uno stipendio da oltre sei milioni di euro a stagione.

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  • IDENTITÀ BEN PRECISA

    Al netto delle sconfitte - alcune piuttosto nette come quella sul campo del Galatasaray - la Juventus ha raggiunto un'identità dai confini ben marcati a differenza del passato: l'idea principale è quella di un gioco propositivo che spesso e volentieri si è scontrata con gli errori tecnici dei protagonisti in campo.

    Anche nella maggior parte dei passi falsi, la Juventus è stata in grado di offrire prestazioni convincenti, macchiati magari dall'infortunio di un singolo: aspetto che rispecchia la necessità di intervento sul mercato per migliorare la qualità generale della rosa.

    Con Spalletti in panchina, dunque, 'Madama' è tornata a brillare di luce propria, sebbene non sempre i risultati abbiano sorriso: questo rappresenta proprio il prossimo step, ovvero abbinare le prestazioni alle vittorie.

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  • IL RAPPORTO COL GRUPPO

    Fin dall'approdo in panchina avvenuto a novembre, Spalletti ha convinto un po' tutti: a partire dagli stessi giocatori, con cui il rapporto è di illimitata fiducia.

    A differenza dei suoi precedessori, il 67enne ha costruito un ponte relazionale col gruppo che sembra condividere fino in fondo l'idea di gioco: ciò si è spesso tradotto nella capacità di rialzarsi dopo una batosta, nonostante le tante avversità che hanno costellato il cammino tra Serie A e Champions League.

    Un atteggiamento del genere è possibile soltanto se l'armonia tra staff tecnico e squadra è ai massimi livelli: in questo Spalletti ha già fatto meglio di Thiago Motta e Tudor, i cui esoneri non avevano fatto storcere il naso proprio a tutti.

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  • UN CONDOTTIERO IN PANCHINA

    Spalletti è coinvolto al 100% nelle dinamiche del mondo Juventus: lo si vede in campo quando 'telecomanda' i movimenti della squadra e nelle varie interviste con la stampa, surrogati della leadership che alla Continassa si tocca con mano.

    Proprio questo status di condottiero dovrà essere affiancato da un calciomercato all'altezza del nome della Juventus, in modo da mettere a disposizione del tecnico toscano una rosa adatta alle sue esigenze e competitiva per tornare a lottare su più fronti.

    Molto, se non tutto, passerà dall'agognata qualificazione alla prossima Champions League: la volontà di proseguire con Spalletti nonostante l'attuale sesto posto la dice lunga sull'idea di programmazione del club, che però dovrà agire con precisione quasi chirurgica in sede di mercato.

    Pena una nuova stagione per larghi tratti anonima, che nemmeno lo stesso Spalletti sarebbe in grado di sopportare.

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