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Topalovic InterGetty Images

Perché l'Inter ha ceduto Topalovic alla Carrarese: la promessa nerazzurra va a giocare in Serie B

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In attesa di Krjstian Asllani all'Al Jazira, ecco un'altra cessione da parte dell'Inter: Luka Topalovic lascia Milano e si trasferisce alla Carrarese, formazione di Serie B.



I due club hanno confermato ufficialmente il buon esito di una trattativa chiusa già nella giornata di mercoledì. Con tanto di comunicato pubblicato dall'Inter sul proprio sito.

"FC Internazionale Milano - si legge - comunica la cessione di Luka Topalović alla Carrarese. Il centrocampista classe 2006 si trasferisce a titolo temporaneo con diritto di opzione e contro opzione".

Ma perché l'Inter ha lasciato andare uno dei gioielli più lucenti usciti dalle proprie giovanili, due anni dopo averlo portato in Italia dagli sloveni del Domzale?


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  • QUALITÀ E PERSONALITÀ

    Il prestigio di Topalovic è particolarmente alto. Non solo a Milano, non solo all'Inter: anche fuori dai confini italiani. Nel 2023, per dire, il Guardian lo ha inserito tra i 60 talenti più interessanti nati nel 2006.

    Topalovic ha fatto parecchio per meritarsi cotanta stima. Sia in Slovenia che in Italia. All'Inter ha contribuito alla vittoria del Campionato Primavera nel 2024/25, facendo bene anche in Youth League. E nella scorsa stagione si è comportato egregiamente in Serie C con la maglia dell'Under 23 nerazzurra, segnando 4 reti più 6 assist.

    Anche quando è stato chiamato in prima squadra, Topalovic ha dato un saggio delle proprie qualità. Come quando, all'ultima dello scorso campionato a Bologna, ha lanciato perfettamente Diouf verso la porta guardando il compagno segnare il definitivo 3-3.

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    SULLE ORME DI PIO ESPOSITO

    Certo, pensare che il ventenne Topalovic potesse ritagliarsi uno spazio con Chivu era francamente complicato. Non tanto perché le qualità non ci siano: è la rosa a disposizione dell'allenatore romeno a essere "troppo" per un giovane come lui.

    Il centrocampo, in particolare, è affollatissimo. Anche dopo che Frattesi se n'è andato, sostituito da Jones. C'è l'inglese, c'è Barella, c'è Calhanoglu, e poi ci sono Zielinski, Sucic, Mkhitaryan, Stankovic. Di tutto e di più. E cara grazia che Diouf ha di fatto liberato un posto, scivolando sulla fascia destra.

    La Serie B, oggi come un tempo, può essere considerata una sorta di palestra. L'ideale per un giovane per poter crescere in mezzo a pressioni da prima squadra, ma lontano dai riflettori di San Siro.

    Un come ha fatto Pio Esposito, se vogliamo. Nella prima stagione allo Spezia il centravanti interista ha faticato, nella seconda è esploso trascinando la squadra a un passo dalla Serie A. E in A, alla fine, ci è arrivato lo stesso. Con l'Inter che ora se lo gode ampiamente di partita in partita.

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  • PERCHÉ ALLA CARRARESE?

    Qualcuno, semmai, ha storto il naso di fronte alla destinazione che Topalovic stava prendendo: la Carrarese, appunto. Ovvero, di fatto, un club che non dovrebbe lottare per i piani alti della classifica di Serie B.

    La sconfitta interna dell'esordio contro il Mantova lo ha confermato: le favorite sono altre. Con i toscani che, dopo due dodicesimi posti e altrettante splendide salvezze senza passare per i playout, dovranno andare a caccia di una nuova impresa per salvare la pelle e la categoria.

    E dunque, perché la Carrarese? Perché il club in cui è andato a giocare Topalovic si è posto un obiettivo: la valorizzazione dei giovani. Nella rosa di Gabriele Cioffi, ex allenatore di Udinese e Verona, sono parecchi: dalla Juventus è ad esempio arrivato Rouhi, dal PSG Khafi, dalla Fiorentina Rubino. Ma non sono certo gli unici.

    A Carrara, per dire, è cresciuto anche Luis Hasa. Nella scorsa stagione l'italo-albanese ha collezionato 31 presenze segnando 5 volte. E il Frosinone ha pensato anche a lui per la nuova avventura in Serie A, prelevandolo dal Napoli e facendolo esordire domenica contro la Juventus.

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  • L'INTER MANTERRÀ IL CONTROLLO

    Topalovic, in ogni caso, non giocherà nella Carrarese a titolo definitivo. Quella sì sarebbe stata una sorpresa. Ma naturalmente non sarà così: l'Inter manterrà il controllo a distanza sul proprio giocatore.

    La formula è diventata classica negli ultimi tempi: prestito con diritto di riscatto e controriscatto. La Carrarese, insomma, tra un anno potrà prendersi Hasa. E poi l'Inter riprenderselo a sua volta, un po' come fatto dal Milan con Francesco Camarda durante questa finestra di mercato.

    Per quanto riguarda Topalovic, è una sorta di scalata graduale delle categorie: dalla Primavera alla Serie C, dalla Serie C alla Serie B. Senza rischiare di bruciare il ragazzo in un mondo che non gli apparterebbe. E, al contempo, continuando a pensare a lui come a uno dei gioielli del futuro.

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