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FC Basel 1893 v FC Viktoria Plzen - UEFA Europa League 2025/26 League Phase MD8Getty Images Sport

Parla Lichtsteiner: "Andare all'Inter sarebbe stato un tradimento, con Allegri una ferita che ancora è lì"

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Stephan Lichtsteiner ha rappresentato tanto, tantissimo nella storia recente della Juventus. Arrivato dalla Lazio nell'estate del 2011, anche lo svizzero ha contribuito all'apertura di un ciclo strepitoso culminato con una serie di trofei e due finali di Champions League.

Oggi Lichtsteiner ha ricordato diversi di quei momenti in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Momenti soprattutto positivi, naturalmente: parlano i trofei, parla il prestigio dell'ex bianconero.

Ma alla fine non manca neppure qualche ricordo negativo. Come quando Massimiliano Allegri lo escluse dalla lista Champions: una ferita che, ammette Lichtsteiner, "ancora è lì".

  • SU CONTE

    "Quanti ricordi mi vengono in mente. Penso a tutti gli allenamenti passati a provare le stesse giocate. Antonio era sicuro dal primo giorno che avremmo vinto noi. È uno che ti insegna che "vincere è l'unica cosa che conta", ma per davvero. E questo me lo porterò dentro per sempre. Fa di tutto per farti vincere e tu lo ascolti perché sai che succederà quello che dice".

    "Un insegnamento? Mi insegnò, più di ogni altro, a essere cattivo in campo. Io mi trasformavo quando giocavo. So che anche gli arbitri non mi sopportavano facilmente. Così come gli allenatori: non parlavo con nessuno, non ero un tipo semplice da gestire".

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  • Stephan Lichtsteiner Juventus Turin 0418Getty Images

    L'ESCLUSIONE DALLA LISTA CHAMPIONS

    "È stata una cosa che mi ha fatto male, una ferita che ancora è lì. Soprattutto perché c'entravano questioni personali e non di campo. Ricordo che mi chiamò Allegri, fu una delusione. Con il senno di poi, però, sono contento di essere stato inserito a gennaio. Evidentemente avevano bisogno di me".

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  • IL RIFIUTO ALL'INTER

    "Amavo troppo la Juventus per trasferirmi in un'altra squadra italiana. In realtà la amo ancora. All'Inter non sarei mai andato. Sarebbe stato un tradimento".

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  • LE DUE CHAMPIONS PERSE

    "Se fa ancora male? Eccome. Sono due partite che mi hanno tolto il sonno. Una finale persa ti resta dentro per sempre. Cosa darei per rigiocarle. Certo anche la sconfitta di Madrid contro il Real, in cui ci fischiarono contro un rigore inesistente e si incazzò Buffon, o la partita di Monaco con il Bayern quando eravamo avanti di due gol. Sono partite che bruciano ancora".

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  • L'IMPATTO ALLA LAZIO

    "Ricordo il primo allenamento alla Lazio. Arrivai al campo e non c'era nessuno. Pensavo di aver sbagliato orario, invece con il tempo mi sono abituato ai ritmi di Roma. Si fa tutto con più calma e meno precisione. Tosta per uno svizzero all'inizio...".