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NetoGetty Images

Neto torna alla Juventus per sostituire Grabara? Al Botafogo ha collezionato errori e polemiche

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Chi sostituirà Kamil Grabara, che pochi giorni dopo l'esordio con la Juventus si è lesionato il crociato? Questa è la domanda che aleggia nell'ambiente bianconero.

In lizza c'è anche una vecchia conoscenza: quel Neto che la maglia della Juve l'ha già vestita ai tempi belli, quelli con Massimiliano Allegri, quelli in cui i bianconeri dominavano in Italia e arrivavano a sfiorare la Champions League.

Altri tempi per tutti. Anche per Neto. Il quale, nonostante a Torino abbia lasciato complessivamente buoni ricordi come secondo di Gigi Buffon, è reduce da un'esperienza molto negativa al Botafogo.


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  • AL BOTAFOGO DOPO L'ARSENAL

    37 anni compiuti a luglio, con varie avventure in Italia, Spagna e Inghilterra nel proprio curriculum, Neto è stato scelto dal Botafogo nell'agosto del 2025, all'indomani del Mondiale per Club in cui i brasiliani si sono presi il lusso di battere il PSG.

    La missione della dirigenza? Sostituire John, l'ex portiere titolare e uno dei principali artefici della doppietta campionato-Copa Libertadores messa in saccoccia del club di Rio de Janeiro qualche mese prima, alla fine del 2024: quest'ultimo si è trasferito al Nottingham Forest durante il mercato estivo di un anno fa.

    Neto aveva da poco lasciato l'Inghilterra e la Premier League: campionato in cui aveva giocato per due stagioni con la casacca del Bournemouth, prima di un'annata contraddistinta da una sola presenza (in Champions League) con l'Arsenal.

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  • ERRORI E POLEMICHE

    Solo che il Botafogo della seconda parte del 2025 e quello della prima parte del 2026 sono stati accumulati da un aspetto: il caos. A partire dal "solito" giro di allenatori, da Davide Ancelotti a Martin Anselmi a Franclim Carvalho. L'ultimo è l'ex ct Tite, arrivato pochi giorni fa.

    Neto, in tutto questo, ci ha messo ampiamente del suo. Dopo l'addio di John non si è preso immediatamente il posto da titolare. Non in maniera stabile, almeno: colpa di un grave infortunio muscolare che, di fatto, ha messo fine in anticipo al suo 2025 dandogli appuntamento all'anno successivo.

    Quando l'ex viola e bianconero finalmente ha preso possesso dei pali del Botafogo, prendendo stabilmente il posto di Raul a partire da aprile di quest'anno, le cose non sono andate bene: una serie di errori lo ha messo nel mirino della tifoseria.

    Spesso Neto è apparso insicuro, così come era già accaduto qualche mese prima: a febbraio, ad esempio, un paio di errori erano costati l'eliminazione dallo Statale di Rio per mano del Flamengo. In un'occasione l'ex tecnico Anselmi lo ha lasciato fuori dai convocati per scelta tecnica.

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  • L'ESPULSIONE COL BAHIA E L'ADDIO

    L'ultima partita di Neto risale ormai a quattro mesi fa: al 30 maggio, giorno in cui il suo Botafogo ha affrontato in trasferta il Bahia, perdendo per 2-1 in rimonta.

    Anche in questo caso, una grossa fetta di responsabilità l'ha avuta l'ex portiere della Juventus. Il quale, poco prima dell'intervallo sull'1-0 a favore della propria squadra, ha insultato l'arbitro dopo che questi aveva sanzionato la sua perdita di tempo in occasione di una rimessa dal fondo (superati gli otto secondi) concedendo un angolo ai padroni di casa.

    Risultato: il Botafogo si è fatto prima riprendere e poi superare dal Bahia. E Neto, criticatissimo dall'ambiente, da quel momento non ha più messo piede in campo.

    Alla fine le strade si sono separate: il Botafogo ha annunciato l'addio di Neto quasi un mese più tardi, negli ultimi giorni di giugno, liberandosi peraltro di uno degli stipendi più pesanti dell'intera rosa. Il contratto del calciatore sarebbe andato in scadenza nel giugno del 2027, ma è stato risolto.

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  • NUMERI NEGATIVI

    In un anno, dall'agosto del 2025 al giugno del 2026, Neto ha collezionato 22 presenze complessive con la maglia del Botafogo. Contando dunque il campionato, ma anche l'Estadual di Rio, la Copa do Brasil e la Copa Sudamericana.

    I numeri sono negativi: solamente 5 sono le partite in cui il portiere brasiliano è riuscito a tenere inviolata la propria porta. Mentre 25 sono i goal totali al passivo, con troppi errori individuali, compresi quelli commessi nelle due partite contro il Vasco da Gama costate l'eliminazione dalla Copa do Brasil lo scorso anno.

    A poco, se non a nulla, sono insomma servite le cose buone messe in mostra da Neto. Come un'ottima prestazione contro gli argentini del Racing in Copa Sudamericana, all'inizio di maggio, con una serie di parate decisive. Poco più di 20 giorni dopo, l'episodio col Bahia ha nuovamente rovinato tutto.

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