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Mourinho rivive gli anni in giallorosso: “Roma il posto più bello della mia carriera, per l'Italia ripartirei da Malagò e Allegri”

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Dalla Roma a Cristian Chivu, passando per la crisi del calcio italiano. José Mourinho torna parlare del nostro calcio e le sue parole non sono mai banali.

Per questo finale di stagione lo ‘Special One’ ha come obiettivo quello di conquistare la qualificazione in Champions League con il Benfica, ma nel suo futuro – secondo i rumors che arrivano dalla Spagna – potrebbe nuovamente esserci la panchina del Real Madrid.

Nel corso di un’intervista a ‘Il Giornale’ lo Special One si è soffermato sul suo periodo sulla panchina giallorossa.

  • “ROMA? MAI SENTITO UN AMBIENTE COSÌ INCREDIBILE”

    “Perché a Roma è così difficile vincere? Per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l’Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori”, ha affermato lo Special One.

  • “LA MIA ROMA È FINITA, NON DICO ALTRO”

    Le parole d’amore verso la Roma non finiscono qui. “Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita. Perché? Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare”, il pensiero di Mourinho.

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  • “TRISTE VEDERE IL CALCIO ITALIANO IN CRISI”

    Mourinho ha anche parlato del momento difficile del calcio italiano e lo ha fatto da Milano, dove era presente per la presentazione di sport di ‘Prima Assicurazione’: “Crisi calcio Italiano? È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: 'Com'è possibile che la nostra Italia non ce l'abbia fatta?', ci chiedevamo. Però è reale, è successo".

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  • “L’ITALIA RIPARTA DA MALAGÒ E ALLEGRI”

    Mourinho ha le idee chiare sulla strada da percorrere per risollevarsi: “Non non penso che serva un allenatore straniero. L'Italia ha allenatori con carisma, qualità ed esperienza... Non puoi avere Ancelotti, ma puoi avere Allegri, Conte e ce ne sarebbero sicuramente anche altri. L'Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L'Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max".

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  • I COMPLIMENTI A CHIVU

    A margine dell’evento che si è tenuto a Milano, Mourinho ha anche parlato di Chivu, suo ex giocatore e oggi allenatore di un’Inter a un passo dallo Scudetto. "Se mi aspettavo Chivu allenatore? Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all'altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all'Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Se mi sono congratulato? No, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi".