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Inter Milan's Portuguese  coach Jose MouAFP

Mourinho contro l'Inter, frecciate incrociate tra grandi ex: il botta e risposta con Chivu e le parole di Marotta che lo Special One non ha dimenticato

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Da Madrid a Madrid. Josè Mourinho ritrova l'Inter proprio in Champions League e proprio sul prato dove ha regalato la gioia più grande ai tifosi nerazzurri.

La finale del 2010, vinta contro il Bayern Monaco, si giocava infatti al 'Santiago Bernabeu' anche se del vecchio impianto oggi è rimasto davvero poco.

Al termine di quella notte davvero Special si era consumato il divorzio con le lacrime di Mourinho tra le braccia del suo fedelissimo Marco Materazzi e la fuga verso la panchina del Real.

Panchina su cui il portoghese è tornato da qualche mese dopo l'ultima stagione trascorsa alla guida del Benfica.

  • UN AMORE MAI SPEZZATO

    Sono trascorsi ormai sedici anni dall'epica notte del 22 maggio 2010, quando l'Inter è tornata sul tetto d'Europa per la terza volta nella sua storia.

    Nonostante questo il legame tra Mourinho e il popolo interista non si è mai spezzato. Neppure quando lo Special One è tornato in Italia per sedersi sulla panchina della Roma.

    Il portoghese era rimasto alla guida dell'Inter solo per un paio di stagioni ma quella del Triplete, impresa mai riuscita prima e dopo di allora ad una squadra italiana, resta scolpita nella memoria di chi c'era.

    Lo stesso Mourinho qualche tempo fa ha cercato di spiegare cosa significhi il club nerazzurro per lui: "Ci sono empatie che non puoi spiegare. L'Inter per me non è stata una semplice squadra, è stata una passione. Con quel gruppo di uomini si è creata un'alchimia unica che capita una sola volta nella vita."

    Mentre il suo ex giocatore Materazzi, intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', ha sottolineato: "La cosa bella di José è che chi gioca per lui si sente 'uno di lui', in campo muore per lui. La cosa brutta è che viene rimpianto quando va via...". 

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  • UN DIVORZIO TRAUMATICO

    Già perché il divorzio dopo la gioia sportiva più bella per un tifoso è stato traumatico. E molto difficile da da digerire anche per la squadra, che nella stagione successiva a quella del Triplete ha pagato il distacco.

    Mourinho la notte stessa del trionfo in Champions League aveva però già deciso di non proseguire con l'Inter per restare proprio a Madrid. Iconico in tal senso è rimasto l'abbraccio in lacrime con Materazzi nel parcheggio del 'Bernabeu'.

    "Se fossi tornato a Milano con la squadra, vedendo la gente e i miei giocatori che festeggiavano, non sarei mai più partito. Dire addio a quella famiglia sarebbe stato impossibile" avrebbe spiegato qualche tempo dopo Mourinho.

    Il portoghese insomma aveva fatto la sua scelta: "Sono molto triste, ma nella mia vita professionale cerco di essere il più freddo possibile. L'Inter sarà sempre casa mia, mi mancherà San Siro e mi mancherà l'Italia, ma il Real Madrid è una sfida a cui non posso dire di no."

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  • LE PAROLE DI MAROTTA E LA RISPOSTA DI MOURINHO

    Meno di un anno fa a innescare una piccola polemica tra il mondo Inter e José Mourinho erano state le parole di Beppe Marotta.

    Il presidente nerazzurro, nel difendere la scelta di affidare il posto Inzaghi a Cristian Chivu, ha dichiarato: "C’è stato il coraggio di andare controcorrente anche a livello mediatico. Qualcuno addirittura evocava Mourinho, che con tutto il rispetto... Se non avessi avuto coraggio mi sarei pentito".

    Parole che non sono certo piaciute allo Special One. Anche se Marotta avrebbe poi chiarito come il suo non fosse un attacco diretto. Mourinho però qualche mese dopo, alla vigilia di Juventus-Benfica, aveva di fatto dato la sua risposta seppure indiretta.

    "Mi sorprendo se trovo un collega senza o con poca storia alla guida di un club importante, non se Max (Allegri, n.d.r.) va al Milan, Luciano (Spalletti, n.d.r.) firma per la società bianconera o Gasp (Gasperini, n.d.r.) finisce alla Roma…” ha sottolineato Mourinho.

    Da qui la contro-replica di Chivu dopo la successiva gara di campionato giocata dalla sua Inter: "La mia esperienza mi fa capire che la partita dura 100 minuti. Anche se la mia esperienza è di settore giovanile e qualcuno può contestare la mia esperienza. Mi prendo la convinzione di questi ragazzi nonostante il rumore non solo dei nemici ma anche degli amici".

    Successivamente, in un'intervista a 'SportWeek', Mourinho ha invece dichiarato che nessun giocatore dell'Inter attuale giocherebbe in quella che vinse il Triplete nel 2010. Schermaglie, frecciate da ex.

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  • IL RAPPORTO CHIVU-MOURINHO

    Il rapporto tra Chivu e Mourinho resta comunque speciale, come confermato dal tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida di Champions League contro il Real Madrid.

    "Mourinho? Per me è una persona speciale che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita, mi ha aiutato in un momento difficile della mia vita e non lo scorderò mai e abbiamo vissuto tanti bei momenti insieme" ha ricordato l'allenatore.

    Che però non ha neppure rinunciato a rispondere all'ennesima frecciata dello Special One secondo cui l'Inter è una grandissima squadra. E dunque sarebbe strano che non sia riuscita a vincere di nuovo la Champions League.

    "Bisognerebbe chiedergli se lui sarebbe stato felice dell'Inter campione d'Europa. L'Inter è arrivata in questa situazione grazie alle idee e al lavoro.

    Ma la Champions è bastarda, serve anche un po' di fortuna, grazie al lavoro siamo in una situazione in cui ci sono persone che pensano che possiamo farcela. Noi vogliamo solo essere competitivi. L'Inter ha fatto una finale di Europa League, due finali di Champions. Le ha perse ma non è mai facile raggiungere questi livelli" ha risposto Chivu.

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