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Morata Milan GenoaGetty Images

Milan, l'attacco non gira: Morata e Abraham a secco, i rossoneri hanno il secondo peggior rendimento delle prime 8

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Che il Milan abbia dei problemi, non lo si è scoperto certo domenica sera: sono sotto gli occhi di tutti e non sarà certo una contestazione a smascherarli. Basta solo guardare la classifica per rendersene pienamente conto.

Lo 0-0 con il Genoa altro non è che l'ennesima picconata alle ambizioni di una stagione che era partita con ben altri auspici. E segue a ruota un'altra notte complicata, in Champions League contro la Stella Rossa. È cambiato il risultato: là il Milan aveva vinto col brivido, qui ha pareggiato. Non è cambiata la sensazione di disagio.

Se la difesa in qualche modo sta facendo registrare numeri confacenti a quelli di una squadra di alta classifica, ecco che il mirino si è quindi spostato dalla parte opposta: su un attacco dal rendimento ben lontano dai sogni e dai desideri di qualche mese fa.

  • Abraham Milan GenoaGetty Images

    MORATA-ABRAHAM, CHE GUAI

    Contro il Genoa ha giocato Tammy Abraham dal primo minuto. L'inglese era stato decisivo contro la Stella Rossa, pochi giorni prima, e si è tenuto stretto il posto grazie anche al problema muscolare accusato contro i serbi dal collega Alvaro Morata, comunque in grado di tornare subito a disposizione tanto da sedersi in panchina.

    Abraham non ha fatto bene: ha avuto sul destro la palla del vantaggio dopo meno di un quarto d'ora, ma l'ha sparacchiata malamente a lato. Poi, poco altro. Tanto che Fonseca all'intervallo ha deciso di non farlo rientrare in campo.

    Al suo posto è entrato proprio Morata, che se possibile ha fatto ancora peggio. Per due volte l'ex bianconero avrebbe potuto diventare l'eroe della serata dei 125 anni, per due volte ha gettato al vento la chance: con un sinistro a giro largo da ottima posizione, ma soprattutto colpendo clamorosamente la traversa da pochi metri e con la porta quasi spalancata.

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  • DATI NEGATIVI

    D'accordo, nello 0-0 contro il Genoa c'è stato un po' di tutto: la bravura di Leali, l'imprecisione offensiva al momento della conclusione, un po' di sfortuna (la traversa di Leali). Ma il passo indietro a livello offensivo rispetto a certe esibizioni precedenti è stato notevole.

    I dati stagionali, poi, riflettono in maniera adeguata tutte le difficoltà di una squadra che fatica anche da questo punto di vista a tenere il passo con le prime. Uno su tutti: delle prime otto in classifica, dunque compreso il Milan stesso, solo il Bologna ha segnato meno fino a questo momento. 21 sono i goal della squadra di Italiano, 24 quelli segnati dalla banda Fonseca.

    Il divario con chi precede il Milan è ampio. Non con il Napoli, che fino a sabato aveva un rendimento offensivo peggiore ma che grazie al 3-1 di Udine si è portato alla pari. Con Atalanta e Inter sì, non c'è paragone: il bottino delle due nerazzurre è di 39 e 34. E pure la Juve di Motta ha segnato di più: 26 volte.

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  • TABU SAN SIRO

    Chi negli ultimi tempi si è recato a San Siro, inoltre, non si è divertito moltissimo. In questo senso il dato proposto da Opta è altrettanto eloquente: nelle ultime quattro partite casalinghe il Milan è rimasto a secco dal punto di vista realizzativo in tre occasioni, "tante volte come nelle precedenti 45 gare al Meazza nella competizione".

    L'unica volta in cui il Milan è andato a segno nelle quattro partite in esame risale al 3-0 di fine novembre contro l'Empoli. Che, non a caso, coincide con una delle migliori prestazioni stagionali della squadra di Fonseca. Per il resto, solo zeri: 0-2 contro il Napoli, 0-0 contro la Juventus, 0-0 contro il Genoa.

  • FONSECA: "MA ABBIAMO BUONI ATTACCANTI"

    Se dopo la Stella Rossa si era presentato davanti alle telecamere dando vita al celebre sfogo che ha poi portato all'esclusione di Theo Hernandez, questa volta Fonseca ha mantenuto toni più bassi e sereni. Specialmente quando gli è stato chiesto della sterilità offensiva del suo Milan.

    "Abbiamo fatto una buona partita, abbiamo creato tanto, i giocatori hanno giocato da squadra - ha detto a DAZN - Purtroppo è mancato solo fare goal e la qualità nell'area avversaria. Siamo stati aggressivi, abbiamo recuperato palloni in alto e tirato ventidue volte. Cattiveria? Oggi non è mancata, la squadra voleva vincere. Siamo stati aggressivi, siamo arrivati tante volte vicino all'area del Genoa. È un problema di qualità nell'ultima scelta.

    Ci manca un centravanti? Noi abbiamo buoni attaccanti, Abraham ha avuto una contusione, Alvaro non si è allenato tutta la settimana. Spesso si parla di attaccanti, ma è mancata qualità nei cross, nel tiro, nell'assist. Io ho fiducia nei nostri attaccanti".

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  • QUESTIONE DI CARATTERISTICHE

    Era tutto prevedibile? Forse sì. Già da quando il Milan ha preso Morata e Abraham in estate, strappando il primo all'Atletico Madrid e scambiando l'ex romanista con Saelemaekers agli sgoccioli del mercato. Questione di caratteristiche, di attitudini di entrambi.

    Morata arriva da due stagioni prolifiche dal punto di vista realizzativo, ma non è una vera e propria prima punta. Ha altre peculiarità: lavora per la squadra, fa movimento, è prezioso a livello tattico. Tanto che una delle (poche) notti magiche vissute dal Milan in questo primo scorcio di stagione, il 2-1 nel derby, lo ha visto giostrare dietro ad Abraham nel ruolo di inedito trequartista.

    L'inglese, a sua volta, si è sempre reso protagonista di picchi di rendimento: le caterve di reti in Championship, i 15 centri col Chelsea nel 2019/20, i 17 (27 contando tutte le competizioni) al suo primo anno a Roma. Ma anche gli 8 della seconda stagione. Senza scordare l'anno o quasi di inattività per il gravissimo infortunio del giugno 2023.

    Rimane Francesco Camarda, che però è più futuro che presente nonostante le grandi speranze della gente. Ogni volta che entra in campo San Siro si accende, ma si parla di un ragazzino che non ha ancora compiuto 17 anni. E che, di conseguenza, non può essere trattato come la soluzione di tutti i mali.

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