Pubblicità
Pubblicità

Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.

+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Argentina World Cup defence GFXGetty/GOAL

Il dubbio Messi e non solo: perché le speranze dell'Argentina di difendere il titolo mondiale sembrano flebili

Pubblicità

Tre anni e mezzo fa, Lionel Messi ha chiuso un cerchio guidando l'Argentina alla vittoria dei Mondiali in Qatar. Ha segnato sette goal in sette partite, di cui due nell’emozionante finale contro la Francia, e ha fornito tre assist, aggiudicandosi meritatamente il Pallone d’Oro come miglior giocatore del torneo. È stato il simbolo indiscusso dell’Albiceleste e un vero capitano in tutti i sensi.

Sarebbe però un grave torto definire l'Argentina del 2022 una squadra composta da un solo uomo. Julian Alvarez, Mac Allister, Enzo Fernandez: tutti si sono presentati al mondo nel modo giusto. Quest'ultimo è stato nominato Miglior Giovane del Torneo, mentre Otamendi ha fatto un salto indietro nel tempo ed Emiliano Martinez è diventato l'eroe dei calci di rigore.

Anche chi ha giocato una competizione statisticamente deludente, come Di Maria e Lautaro Martinez, ha comunque dato il massimo per la maglia e regalato un contributo fondamentale. Dopo la sconcertante sconfitta d’esordio contro l’Arabia Saudita, gli standard collettivi sono stati portati al massimo e non sono mai calati. Nessun’altra nazionale poteva eguagliare lo spirito di squadra dell’Argentina.

Il quadro attuale è ben meno roseo. Alla squadra di Lionel Scaloni manca gravemente la spavalderia dei campioni. La preparazione è stata al limite del caotico e Messi ancora una volta si è caricato sulle spalle tutto il peso delle aspettative. Essere all'altezza di tali aspettative, all'età di 37 anni, sarà un compito molto arduo. Ma questa è solo una delle tante questioni che l'Argentina deve affrontare a quasi due mesi dal calcio d'inizio.

  • FBL-WC-2026-SAMERICA-QUALIFIERS-ECU-ARGAFP

    VITTORIE FATICOSE

    Sulla carta, il percorso di qualificazione dell’Argentina ai prossimi Mondiali non sarebbe potuto andare meglio. La squadra di Scaloni ha chiuso in testa al raggruppamento sudamericano con nove punti di vantaggio sull’Ecuador, secondo classificato, registrando al contempo il miglior rendimento offensivo. Messi ha segnato otto goal, aggiudicandosi per la prima volta in assoluto il titolo di capocannoniere delle qualificazioni.

    Ma quel dominio è stato anche il riflesso del calo di qualità nel resto del gruppo. Uruguay e Brasile hanno chiuso rispettivamente al quarto e al quinto posto. Ci sono stati anche momenti preoccupanti per Scaloni, in particolare nelle partite perse contro Uruguay e Paraguay e nell'1-1 casalingo contro la Colombia, tutte partite in cui Messi era titolare.

    Tra un percorso di qualificazione e l'altro c'è stata anche una Copa America vinta. Anche in questo caso, però, il consenso alla fine del torneo era che l'Argentina non avesse raggiunto la massima velocità. Messi e compagni hanno ottenuto vittorie faticose senza giocare particolarmente bene, e questo tema è in gran parte continuato nella preparazione ai Mondiali del 2026.


  • Pubblicità
  • FBL-FRIENDLY-ARG-MTNAFP

    AMICHEVOLI DI BASSO LIVELLO

    L'Argentina ha disputato la sua prima partita di preparazione ai Mondiali contro il Venezuela a ottobre, vincendo per 1-0 senza Messi. Da allora, però, ha disputato solo tre partite e il livello degli avversari è calato drasticamente.

    Dopo aver chiuso il 2025 con uno schiacciante 6-0 contro Porto Rico e una vittoria per 2-0 contro l'Angola, l'Albiceleste ha programmato in ritardo altre due amichevoli per la sosta di marzo: una contro la Mauritania, che occupa il 115° posto nel Ranking FIFA, e lo Zambia, al 91° posto. Due incontri che non dicono qualcosa di sostanziale sull'attuale livello dell'Argentina.

    Venerdì, alla Bombonera, la Mauritania ha perso 2-1 contro i tre volte campioni del mondo in una partita giocata a passo di lumaca. I goal di Fernandez e Nico Paz non sono serviti a mascherare una prestazione letargica dell'Argentina, mentre Messi, entrato in campo nel secondo tempo, è stato circondato dai giocatori e dallo staff della Mauritania dopo il fischio finale.

    "La squadra non ha giocato una buona partita. Dobbiamo dirlo per poter lavorare sul nostro miglioramento - ha detto Scaloni dopo la partita - Evidentemente possiamo giocare molto meglio, l'abbiamo già fatto. Tutti i giocatori che abbiamo potuto vedere hanno dato il loro contributo, ma quando una partita si complica è più difficile".

    "È stata una delle peggiori amichevoli che abbiamo giocato - ha detto invece Emiliano Martinez - Ci è mancata l'intensità, il gioco e la velocità. Dobbiamo fare meglio".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • yamal-messi(C)Getty Images

    "PER FORTUNA LA FINALISSIMA NON SI È GIOCATA..."

    Martinez ha poi affrontato un argomento scottante: "Meno male che la Finalissima non si è disputata, se avessimo giocato così avremmo perso".

    L'Argentina non ha avuto altra scelta che rivolgersi a Mauritania e Zambia dopo aver visto annullare all'ultimo momento la sfida con la Spagna in Qatar, così come una successiva amichevole contro lo stesso Qatar, a causa del conflitto militare in corso in Medio Oriente.

    Tutte le nazionali più competitive avevano già altri impegni e, sebbene la Finalissima potesse essere spostata al Bernabeu, l’Argentina ha rifiutato l’idea di disputare una partita del genere davanti a quello che probabilmente sarebbe stato un pubblico spagnolo di parte.

    Sì, una sconfitta era forse nell'aria, perché Martinez ha ragione nel dire che l'Argentina non è in forma ottimale, ma sarebbe stata di gran lunga più vantaggiosa di due partite giocate senza convinzione. Nicolas Tagliafico lo ha sottolineato nella sua onesta reazione alla cancellazione: "Sarebbe stata una partita importante, perché avremmo affrontato una squadra che avrà anch'essa la possibilità di competere per i Mondiali. Questo ti aiuta, ti dà un punto di riferimento. Ci mostra a che punto potremmo essere e se ci sono cose da migliorare".

    Nel 2022 l'Argentina ha brillantemente battuto 3-0 l'Italia nella Finalissima. Senza quella partita, le facili vittorie amichevoli contro Emirati Arabi Uniti, Giamaica, Honduras ed Estonia sarebbero state l’unico “punto di riferimento”, e la fiducia nella squadra che è poi andata in Qatar non sarebbe stata così alta.

  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google
  • FBL-FRIENDLY-ARG-MTNAFP

    LA GESTIONE DI MESSI

    I dubbi sulla partecipazione di Messi ai prossimi Mondiali, alimentati soprattutto dallo stesso calciatore, sono stati parecchi negli ultimi mesi.

    "Valuterò la situazione giorno per giorno e vedrò se riuscirò davvero a essere al 100%, se potrò essere utile, e poi prenderò una decisione - ha dichiarato a ottobre - Sono davvero impaziente perché si tratta dei Mondiali. Abbiamo appena vinto l'ultima edizione e poter difendere il titolo sul campo è spettacolare. Giocare con la nazionale è sempre un sogno".

    Prima della partita contro la Mauritania, Scaloni ha confermato che Messi non ha ancora preso una decisione definitiva: "Farò tutto il possibile per assicurarmi che ci sia. Credo che debba esserci, per il bene del calcio, ma non sono io a decidere. Dipende da lui, da come si sente mentalmente e dalla sua condizione fisica. Si è guadagnato il diritto di decidere con calma. Non abbiamo fretta. Sappiamo che qualunque cosa decida sarà la cosa migliore sia per lui che per la squadra".

    Per l’Argentina è chiaramente meglio che Messi ci sia, essendo ancora un giocatore in grado di decidere le partite. Lo abbiamo visto di nuovo nelle prime fasi MLS 2026, dove ha segnato quattro goal in altrettante presenze con l’Inter Miami. A meno di un infortunio grave, contro il quale il club sta facendo di tutto per proteggerlo, l’otto volte vincitore del Pallone d’Oro sarà il capitano della propria nazionale per la sesta volta in un Mondiale: un record.

    Solo che questo non è lo stesso Messi che era onnipresente nel successo dell'Argentina del 2022. Le sue gambe non reggeranno per 90 minuti ogni cinque o sei giorni, soprattutto in un Mondiale allargato che potrebbe vedere i campioni in carica giocare un totale di otto partite.

    "È difficile perché non sono solo gli argentini a volerlo vedere, tutti vogliono vederlo", ha continuato Scaloni. "E poi noi allenatori ci troviamo di fronte al dilemma, quando lui è in campo, se è in grado di giocare l'intera partita o meno".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Puerto Rico v Argentina - International FriendlyGetty Images Sport

    PERDITA DI QUALITÀ

    La domanda è: l'Argentina ha risorse sufficienti quando Messi viene lasciato a riposo? I recenti avvenimenti sembrano suggerire che la risposta sia "no".

    Messi ha saltato le partite delle qualificazioni perse fuori casa contro Colombia ed Ecuador a causa di un infortunio, e lì si è creato un evidente vuoto creativo. Il ritiro di Di Maria dopo l'ultima Copa America ha inoltre privato la squadra del suo attaccante più pericoloso e, sebbene Nico Gonzalez abbia preso il suo posto sulla fascia sinistra, la sua efficacia sotto porta e le sue capacità tecniche impallidiscono se paragonate a quelle del compagno.

    L'Argentina ha perso qualità anche a centrocampo. Rodrigo De Paul, ora all'Inter Miami insieme a Messi, non è più così mobile a 31 anni. Fernandez e Mac Allister stanno entrambi vivendo stagioni altalenanti a livello di club.

    Ma non ci sono solo cattive notizie. Alvarez è al massimo della forma al momento giusto, Lautaro sta vivendo un'altra ottima stagione con l'Inter, il giovane Mastantuano potrebbe essere una carta jolly. Con Nico Paz, l'Argentina ha inoltre un sostituto pronto per Messi.

    Detto questo, Paz ha collezionato solo sette presenze in Nazionale fino ad oggi. Non si può dire sarà in grado di reggere la pressione di alleggerire il carico su Messi. E inoltre Leo è colui che tiene insieme tutto per l'Argentina. La squadra non ha una normale fluidità quando lui è assente, e nessun altro ha la stessa capacità di sfoggiare quei momenti di puro genio che fanno la differenza nelle partite più combattute.

  • Lionel Messi Argentiniengetty

    IL TEMPO STA PER SCADERE

    Anche la difesa del 2022 non è così solida questa volta. Otamendi mostra tutti i suoi 38 anni e la sua tendenza a commettere falli avventati e a uscire dalla posizione viene punita più facilmente. Il suo compagno, ovvero Romero, è stato un punto debole durante tutta la disastrosa stagione del Tottenham, che potrebbe ancora concludersi con la retrocessione.

    I due giocatori che hanno iniziato come terzini nella finale dei Mondiali del 2022, Lisandro Martinez e Montiel, hanno entrambi convissuto con gli infortuni. Sebbene l’Argentina possa ancora contare su Molina, Tagliafico e Marcos Acuna hanno entrambi superato da tempo il loro apice come opzioni sulla fascia opposta. Anche Emiliano Martinez è finito un po' sotto i riflettori, commettendo troppi errori elementari all'Aston Villa.

    L'Argentina rimane comunque tra le principali candidate, non da ultimo perché si adatterà bene al caldo torrido del Nord America. Ma manca il fattore paura. Le favorite del torneo, Spagna e Francia, vedranno sicuramente delle possibilità se si troveranno di fronte gli uomini di Scaloni, vantando una profondità e una coesione superiori in ogni ruolo.

    Anche l'Algeria e l'Austria potrebbero intravedere la possibilità di un grande upset nel Gruppo J. L'Argentina ha bisogno di tempo per ritrovare il giusto ritmo, tempo che al momento semplicemente non ha. C'è il rischio concreto che l'era Messi finisca in sordina se Scaloni non riuscirà a trovare il giusto equilibrio.

  • Pubblicità
    Pubblicità