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Chiesa gfxGetty/GOAL

Ma Chiesa servirebbe alla Juventus? Tra nostalgia e minestra riscaldata, perché un ritorno avrebbe poco senso

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Federico Chiesa e la Juventus sono due anime che sembravano poter viaggiare mano nella mano per tutta la vita. E che, a un certo punto, qualcuno ha deciso di dividere.

Però certi amori eccetera eccetera. Come spesso accade nella vita, come spesso accade anche nel calcio.

Chiesa non ha dimenticato la Juventus. E neppure la Juventus pare aver dimenticato Chiesa: a gennaio ha provato a riprenderselo, il Liverpool ha chiuso la porta e non se n'è fatto nulla.

E se l'amore di cui sopra rinascesse in queste settimane, senza essere per forza uno di quegli amori estivi che nascono e muoiono nello spazio di un attimo? Tradotto: e se Chiesa tornasse davvero alla Juventus?

  • "MI PIACEREBBE TORNARE"

    Chiesa si è confessato senza troppi peli sulla lingua in un'intervista uscita sabato sulla Gazzetta dello Sport. Ha parlato di diversi temi, ha ammesso che il pensiero di lasciare il Liverpool per giocare di più c'è. Così come quello di tornare alla Juventus.

    "Mi piacerebbe tornare in bianconero. Io non me ne sarei mai andato. Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato. Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: “Fede, non ci servi: trovati una squadra”. Mi è andata bene, sono ripartito da una delle top 5 al mondo come il Liverpool. Però la Juventus è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci. Non ho mai parlato di soldi con la Juve e mai lo farò".

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  • Jeremie Boga JuventusGetty Images

    MA LA JUVENTUS VUOLE TENERSI BOGA

    Ma un Chiesa bis alla Juventus avrebbe senso? I dubbi, in questo senso, superano le certezze e i desideri. Anche perché a Torino sembrano ormai aver deciso di accelerare per tenersi un altro elemento offensivo che, sostanzialmente, gioca in un ruolo simile a quello di Federico: Jeremie Boga.

    L'ex giocatore del Sassuolo è arrivato in prestito a gennaio dal Nizza, ma con la possibilità da parte della Juve di riscattarlo a titolo definitivo. E durante la seconda parte della stagione è stato uno dei più positivi, con tanto di goal decisivi contro Udinese e Atalanta oltre a quello dell'Olimpico contro la Roma, nonostante nel finale abbia calato il livello.

    La Juventus sta dialogando con il Nizza per arrivare a un accordo sulle modalità di pagamento del riscatto. La cifra è già decisa: 4,8 milioni di euro "pagabili in due esercizi", come comunicavano i bianconeri a gennaio. A meno di ribaltoni, questo sì è un matrimonio che verrà (ri)celebrato.

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  • LA PRIORITÀ È UN'ALTRA

    Non solo: sulla trequarti la Juventus, almeno dal punto di vista numerico, è a posto così. Ha Yildiz, ha Conceiçao. E prima di pensare a un nuovo innesto deve intanto capire cosa fare di Zhegrova, che ha un contratto fino al 2030.

    La priorità dell'ad Comolli e della dirigenza, semmai, va in un'altra direzione: quella di rinforzare la porta e l'attacco, i due ruoli più carenti di una rosa da rimodellare in maniera sostanziale per affrontare la prossima stagione.

    In entrambi i casi, è un bel rebus che andrà necessariamente risolto in estate. Soprattutto alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni.

    Alisson rimarrà al Liverpool, che così come fatto qualche mese fa con Chiesa ha deciso di non lasciarlo partire in direzione Torino. Mentre in attacco ci sono le macerie: Vlahovic non rinnoverà, David e Openda hanno giocato una stagione d'esordio rispettivamente deludente e disastrosa.

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  • Federico Chiesa Roma Juventus Serie AGetty

    L'EFFETTO "MINESTRA RISCALDATA"...

    Un ritorno di Chiesa alla Juventus produrrebbe inoltre qualcosa che non a tutti va a genio: il cosiddetto "effetto minestra riscaldata".

    Avete presente quando un giocatore torna dopo anni dove ha dato il meglio di sé, con una carta d'identità un po' più ingiallita e qualche stagione difficoltosa alle spalle? Ecco: questo sarebbe il caso di Chiesa.

    L'ex viola non è più il folletto esploso a Firenze e divenuto speranza anche a Torino. Non è più l'eroe dell'Italia campione d'Europa a Wembley. Quello, ahilui e ahinoi, è il passato.

    Il gravissimo infortunio del gennaio 2022 contro la Roma, la rottura del crociato e tutto quel che ne è conseguito, hanno segnato un prima e un dopo. E le due annate quasi inesistenti col Liverpool, tra infortuni e la cronica difficoltà a trovare uno stato di forma decente, sono un deterrente per chiunque: non solo per la Juventus.

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  • ...E L'EFFETTO NOSTALGIA

    Poi, chiaro, dall'altro lato c'è l'effetto nostalgia. Nella Torino bianconera nomini Chiesa e la reazione non potrà mai essere di indifferenza assoluta: è normale e inevitabile che sia così.

    Federico, con la maglia bianconera, ha collezionato 131 presenze tra tutte le competizioni con 32 goal e 24 assist. Avrebbe potuto fare di più, molto di più, senza quella tremenda sliding door del crac dell'Olimpico. Ma il destino ha deciso così.

    L'effetto nostalgia e l'effetto minestra riscaldata. L'affetto per la Juventus e la rottura del 2024 (ma Giuntoli e Thiago Motta non ci sono più). Due lati della stessa medaglia, due piatti della bilancia. E intanto Chiesa attende di capire il proprio futuro.