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Lo strapotere in campo, il Milan e la Juventus nel caos, il Napoli senza Conte: l'Inter sta aprendo un ciclo?

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L'Inter, oggi, è un po' come chi si sta godendo una serata tranquilla al termine di una giornata di lavoro: si piazza sul divano, una bevanda da una parte e un sacchetto popcorn dall'altra, e si gusta un film catastrofico.

Negli ultimi giorni gli incendi sono scoppiati altrove, tranne nella Milano nerazzurra. Da Napoli all'altra sponda di Milano, ovvero il Milan, passando per la Torino bianconera, ovvero la Juventus: il fuoco ha travolto tutti e non ha risparmiato nessuno. E l'Inter lì, dall'esterno, a osservare placidamente.

La squadra di Chivu ha appena stravinto il campionato e si è ripetuta in Coppa Italia. Ha bucato solo la Champions League, ma l'anno prossimo la giocherà nuovamente. E ora ha un'idea chiara in testa: sfruttare il caos generale per aprire davvero un ciclo.

  • FBL-ITA-SERIEA-INTER-PARMAAFP

    LO STRAPOTERE IN CAMPO

    All'inizio della stagione, l'Inter veniva considerata una delle due favorite per la conquista dello Scudetto: non la favorita in assoluto. Semplicemente perché, solo pochi mesi prima, ad arrivare prima di tutti era stato il Napoli.

    Il campo ha dimostrato che non c'è stata storia. Nonostante le fatiche negli scontri diretti, vero tallone d'Achille, i nerazzurri hanno messo in scena uno strapotere quasi assoluto: 11 sono stati alla fine i punti di vantaggio sul secondo posto dei partenopei, 14 sulla terza piazza della Roma.

    Merito di Chivu, merito di giocatori capaci di risollevarsi dopo le delusioni a pioggia di 12 mesi prima. Merito di un ambiente che ha saputo evitare di implodere su sé stesso dopo le polemiche estive (ricordate Lautaro vs Calhanoglu?).

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una rosa che ha ancora tanto da dire, che verrà necessariamente rimodellata per sopperire agli addii di Sommer, Acerbi e probabilmente Mkhitaryan, che pare non aver più tutto questo bisogno di rivoluzionarsi come si urlava nelle prime settimane stagionali, ma solo di qualche ritocco.

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  • IL NAPOLI SENZA CONTE

    Non ha tutto questo bisogno di cambiare neppure il Napoli. Che però, rispetto all'Inter, dovrà forzatamente fare i conti con una variabile importantissima: il cambio di allenatore.

    Antonio Conte ha deciso di chiudere qui il proprio ciclo partenopeo, dopo un primo e un secondo posto e la conquista della Supercoppa Italiana. L'ex allenatore di Juventus e Inter ha lasciato il proprio marchio, ha vinto, ha ottenuto consensi. E ora la società si trova a dover convivere con la delicatissima missione di non farlo rimpiangere.



    Da Massimiliano Allegri a Vincenzo Italiano: chi sostituirà Conte? Quale filosofia di lavoro verrà instaurata a Castel Volturno? Punti interrogativi con cui il Napoli sarà inizialmente costretto a convivere, sperando in una transizione meno dolorosa rispetto alla staffetta Spalletti-Garcia di tre anni fa.

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  • AC Milan v Cagliari Calcio - Serie AGetty Images Sport

    MILAN E JUVENTUS NEL CAOS

    Fosse questo il vero carburante delle ambizioni dell'Inter. Poco più sotto, il caos ha preso forma nella maniera più cruda possibile alla Juventus, ma soprattutto al Milan, le (ex?) rivali storiche dei nerazzurri.

    Il Milan si è azzerato quasi completamente dopo la scioccante estromissione dalla Champions League: via tutti, da Furlani a Moncada, da Tare ad Allegri, con un organigramma societario e tecnico da rifare completamente. Oltre ai drammatici mancati introiti della competizione più importante. Oltre al futuro nebuloso di diversi elementi della rosa (Leao, Modric, Maignan).

    Non sta molto meglio la Juve, che a sua volta si è buttata completamente via nelle ultime giornate ma che, al contrario dei rossoneri, non ha attuato rivoluzioni: Spalletti è rimasto, Comolli pure. Anche se in un ambiente poco sereno e ulteriormente minato dal sesto posto finale, con annessa qualificazione all'Europa League.

    Se è plausibile pensare al Napoli come principale contendente dell'Inter nella prossima stagione, lo stesso si può dire di Milan e Juventus? Dipenderà come sempre dal mercato, ma senza Champions è dura per tutti. Il rischio, per entrambe, è quello di entrare in un circolo vizioso.

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  • ROMA E COMO NON PRONTE

    Per il resto... stop: allo stato attuale delle cose, all'orizzonte non si intravedono altre minacce concrete alla corona dell'Inter. Oggi non lo è la Roma e non lo è neppure il Como, entrambe in festa per la qualificazione alla Champions League.

    Il progetto giallorosso è decollato subito sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Ma per lottare per lo Scudetto serve ancora parecchio. La distanza con l'Inter esiste ed è palpabile, come dimostrato anche dal netto 5-2 nerazzurro del giorno di Pasqua, nonché dai 14 punti di differenza in classifica. Certo, oggi c'è finalmente un attaccante degno di questo nome (Malen). E un mercato da Champions potrà portare un boost interessante in termini di ambizioni.

    Non è evidentemente pronto il Como, entrato in largo anticipo in Europa dalla porta principale rispetto ai piani della società e di Fabregas. Due anni fa i lariani erano in B, in un biennio la crescita è stata spaventosa. Anche qui, stesso discorso della Roma: per far davvero paura all'Inter in chiave Scudetto serve altro.

    Da capire infine cosa ne sarà dell'Atalanta, reduce da (prevedibile) una stagione di assestamento post Gasperini. Il settimo posto, per come si erano messe le cose, non è neppure da buttare. Toccherà a Maurizio Sarri rilanciare le ambizioni di una squadra che negli scorsi anni sì, l'idea di lottare per il primo posto lo accarezzava eccome.

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  • Marotta Inter Coppa ItaliaGetty Images

    STA INIZIANDO UN CICLO?

    Mai come quest'estate, insomma, l'Inter è destinata a presentarsi al nuovo campionato da strafavorita ai nastri di partenza. Lo è stata anche negli scorsi anni, in virtù di un lavoro societario e di un mantenimento della rosa che le ha permesso di primeggiare costantemente, ma senza aprire un vero ciclo.

    Sì, sono arrivati Scudetti, Coppe Italia e Supercoppe Italiane. Oltre a due finali di Champions League. Ma il tutto non si è mai tradotto in un dominio assoluto, come dimostrato dai due secondi posti di Inzaghi e dal precoce abbandono della lotta per lo Scudetto del 2022/2023, l'anno del Napoli di Spalletti.

    L'idea è quella di dare il via a un ciclo come quello che permise alla Juventus di prendersi tutto per una decina d'anni. Le stagioni in cui a Torino arrivava Cristiano Ronaldo, il Napoli era anche lì l'unica alternativa, mentre Milan e Inter arrancavano con troppi elementi di qualità inferiore.

    Pensare su un periodo di tempo così lungo è chiaramente difficile, ma sotto sotto è la speranza di tutti. Anche di Beppe Marotta, che dopo la finale di Coppa Italia ha confessato di essere "molto ottimista, anche se rispetto gli avversari". Sottolineando anche che "l'anno prossimo ci riproviamo, il nostro DNA è quello di vincere”. Appunto.